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Pensioni Ape Volontaria, Quota 41, Ape Social tre positive modifiche in manovra finanziaria e decreto attuativo

Requisiti e regole per accedere ad ape volontaria e social e ulteriori modifiche che potrebbero arrivare con prossimo decreto e manovra 2017-2018

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La Manovra finanziaria e il decreto attuativo dell'Ape Volontaria saranno il momento della verità sulle intenzioni dell'esecutivo su cosa spingere realmente e attuare per le pensioni. Probabile che in questi due momenti assolutamente rilevanti, almeno nel primo, non ci saranno grandi modifiche, ma, forse, qualche sorpresa, in vista anche delle prossime elezioni e del consenso da ottenere ci potrebbe essere.
Per l'Ape Social e e Quota 41, se tutto sarà riletto in modo negativo, potrebbero esserci delle aperture e dei migliorameramenti su regole per acecdervi e maggiori fondi, mentre nel Decreto attuativo dell'Ape Volontaria potrebbero essere inseriti dei miglioramenti come richiesto dagli stessi organisimi di controllo dello Stato per favorir che è senza attività e precoci e usuranti.

Dopo il decreto ufficiale sull’ape social, a settembre è atteso ilo decreto ufficiale sull’ape volontaria che, stando alle ultime notizie, potrebbe prevedere diverse modifiche, oltre agli attesi chiarimenti su elementi ancora da definire, come i tassi di interesse che dovranno essere applicati alla rata di rimborso del prestito, e che sono considerati fondamentali per capire quanto effettivamente converrà chiedere di uscire prima con l’ape social. Vediamo quali sono le regole ufficiali già rese note per ape volontaria, ape social e quota 41 ad essa collegata ed eventuali modifiche che potrebbero ancora arrivare con il prossimo decreto e la successiva manovra finanziaria.

Ape volontaria: requisiti e possibili modifiche in decreto e manovra finanziaria

Dopo il decreto già reso noto per l’ape social, nelle prossime settimane è atteso il decreto ufficiale per l’ape volontaria, decreto che conterrà anche tutte le informazioni mancanti relative al funzionamento della novità per le pensioni che completeranno i requisiti di pensione già definiti. Il decreto dovrebbe anche confermare la retroattività del provvedimento al primo maggio scorso, tempo in cui le novità per le pensioni di ape volontaria e ape social avrebbero dovuto già entrare in vigore, secondo quanto deciso dal precedente esecutivo. Per poter presentare domanda di accesso all’ape volontaria bisognerà aver raggiunto 63 anni di età al primo maggio 2017 e aver maturato almeno 20 anni di contributi.

Chi deciderà di presentare domanda di accesso all’ape volontaria, che dovrà essere presentata all’Inps, dovrà accettare le condizioni previste di erogazione dell’anticipo con prestito da parte delle banche e che avverrà attraverso l’Istituto di Previdenza. La restituzione del prestito dovrà avvenire in 20 anni. Alla rata di rimborso del prestito dovrà essere applicato i tasso di interesse applicato dalle banche ma di cui, come confermano le ultime notizie, non si conosce ancora l’entità. Si sa che dovrebbe essere fisso e che  potrebbe aggirarsi intorno al 2,75%, per un costo complessivo della rata di rimborso, compreso anche di polizza assicurativa da stipulare in caso di premorienza, probabilmente compreso tra il 4,5% e il 4,7%.

Per quanto riguarda la procedura per l’invio della domanda per la richiesta dell’ape volontaria, ogni lavoratore, prima di inviare domanda, deve consultare la lista di banche e assicurazioni che hanno firmato gli accordi per l’ape e dovrà scegliere la banca cui richiedere il prestito e a cui bisognerà inviare la certificazione di possesso di tutti i requisiti richiesti. Gli stessi modelli dovranno essere inviati alle assicurazioni. Ricevuto il via libera dalle banche, si potrà inviare la domanda all’Inps. Non è detto, però, che banche e Inps accettino la domanda a prescindere. Le modifiche che potrebbero arrivare con nuovo decreto ed eventuali novità anche nella prossima manovra potrebbero riguardare le condizioni di accesso all’ape volontaria per determinate categorie di persone considerate svantaggiate, come disoccupati, precoci e usurati che non abbiano maturato i requisiti di pensione necessari per la richiesta dell’ape social.

Ape social e quota 41: requisiti e possibili modifiche

L’ape social, a differenza, dell’ape volontaria, come ormai ben sappiamo, non prevede alcun costo. Il decreto attuativo relativo all’ape social è stato reso noto già qualche mese ma si attende ancora il via libera alla possibilità di uscita prima ufficiale. L’ape social vale sempre per coloro che entro lo scorso maggio abbiano raggiunto 63 anni di età ma che non prevede alcun prestito per uscire prima e alcun costo di restituzione ma valida esclusivamente per categorie di persone cosiddette svantaggiate come disoccupati, invalidi e malati gravi, e usuranti. All’ape social è collegata la quota 41 ma che non sarà valida per tutti i precoci ma solo per gli appartenenti alle categorie di persone appena riportate e che abbiano maturato entro il 19esimo anno di età almeno un anno di contributi, anche non continuativo.

L’ape social permette di anticipare l’età pensionabile di tre anni, in particolare, a:

  1. disoccupati che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi, a condizione di aver esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione;
  2. gli invalidi che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente;
  3. gli usuranti che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività considerate faticose.

La lista di delle occupazioni usuranti prevede:

  1. facchini;
  2. infermiere ed ostetriche;
  3. lavoratori impiegati nel settore edile;
  4. maestre d’asilo nido ed educatori di asilo;
  5. addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti;
  6. macchinisti e personale viaggiante ferroviario;
  7. autisti di mezzi pesanti e camion;
  8. lavoratori addetti alla lavorazione dell’amianto;
  9. conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  10. conciatori di pelli e di pellicce.

Chi richiederà l’ape social riceverà direttamente dall’Inps un importo pari a quello del trattamento pensionistico certificato al momento della richiesta, fino ad un importo massimo di 1.500 euro lordi e la dovrà essere presentata all’Inps insieme a tutta la documentazione necessaria per accertare la sussistenza dei requisiti richiesti. Sarà poi lo stesso Inps ad effettuare le verifiche relative alla domanda presentata. Con la prossima manovra finanziaria, secondo le ultime notizie, potrebbero arrivare eventuali novità relative all’ape social ma solo per le donne. E’ possibile, infatti, che per favorire la loro uscita prima, possano essere definiti sconti contributivi in modo da permettere alle lavoratrici di maturare per tempo i requisiti pensionistici necessari per accedere all’ape social e lasciare, così, anzitempo la propria occupazione.

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di Marianna Quatraro pubblicato il