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Pensioni novità Ape Social, Pensioni Donna per voto positivo Mdp, sul resto tutti contrari

Tutti contrari ad approvazione di novità per le pensioni richieste come revisione delle aspettative di vita: uniche possibili modifiche per ape social e donna

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All'avvio dell'iter di discussione vera e propria delle misure che rientreranno nella nuova manovra finanziaria ci si chiede se finalmente qualcosa arriverà concretamente per quanto riguarda le novità per le pensioni ma le ultime notizie dopo la presentazione ufficiale dei numeri del Def, ieri in Commissione bilancio, da parte del ministro dell'Economia Padoan, non lasciano ben sperare, considerando che nulla di positivo è stato detto in riferimento alle stesse novità per le pensioni. Poco favorevole, in generale, anche la situazione che si è venuta a creare con la decisione di voto di parte di Mdp.

Posizione Mdp su novità del Def illustrato da ministro dell'Economia

Stando a quanto riportano, infatti, le ultime notizie, Mdp ha dichiarato di votare lo sforamento del deficit per evitare misure di controllo economico sul nostro Paese ma voterà non la parte del documento che anticipa le misure della prossima manovra finanziaria. Il ministro dell’Economia ha parlato di una manovra da 19,6 miliardi di interventi che:

  1. prevederà una minore riduzione del deficit, 3,5 miliardi di tagli alla spesa pubblica e 5 miliardi derivanti dalla lotta all'evasione fiscale;
  2. prevederà circa 15,7 miliardi per scongiurare gli aumenti Iva;
  3. prevedrà circa 600 milioni di euro per misure volte al rilancio di competitività e innovazione, che comprenderanno anche il nuovo piano di taglio del cuneo fiscale per il rilancio dell’occupazione giovanile nel nostro Paese;
  4. prevedrà misure a sostegno di lotta all’indigenza e per la salute, per cui devono però ancora essere definite le misure precise da impiegare.

Il nodo delle scarse risorse economiche disponibili rappresenta, infatti, un ostacolo all’attuazione di tutte quelle misure che si vorrebbero inserire nella prossima manovra, a partire da quelle novità per le pensioni che non state proprio citate tra gli interventi previsti. C’era, però, da aspettarselo, considerando che lo stessi ministro dell’Economia da sempre ribadisce come si tratti di interventi che non hanno priorità nel rilancio economico del nostro Paese, anche se abbiamo spesso spiegato come proprio le novità per le pensioni, grazie alla spinta ad un nuovo avvio del ricambio generazionale, riuscirebbero a rilanciare l’occupazione, soprattutto giovanile, e al tempo stesso riavviare un ciclo economico virtuoso. Ma le ipotesi sono nulle di fronte ai fatti che, ancora una volta, dimostrano come effettivamente le priorità siano indirizzate verso altri provvedimenti. Per Mdp, però, la relazione sul Def esposta dal ministro dell’Economia sarebbe stata insufficiente.

Novità per le pensioni possibili tra posizioni Mpd e altre istituzioni

Sembra che al momento le uniche novità per le pensioni che potranno rientrare nella prossima manovra finanziaria, ma per cui non si ha alcuna certezza ancora al momento, anche per il voto positivo di Mpd, possano essere solo quelle relative al miglioramento delle condizioni di accesso ad ape social e quota 41 e  novità per le pensioni per le donne, con la possibilità di dare il via ufficiale a quell’ape social donna che, come ipotizzato dallo stesso esecutivo, potrebbe prevedere per le donne lavoratrici uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni in caso di presenza di quattro figli, permettendo così alle donne di accedere all’ape social non con 30 anni di contributi ma con 28. Le forze sociali, però, hanno chiesto di aumentare questo sconto contributivo portandolo da 6 a 12 mesi, fino ad un massimo di tre anni, portando così il requisito di pensione contributivo per l’accesso all’ape social per le donne da 30 a 27 anni. Tutto però resta da valutare.

La certezza è che nessun’altra richiesta di novità per le pensioni sarà soddisfatta soprattutto alla luce delle ultime notizie sulle posizioni espresse da istituzioni autorevoli come Banca d’Italia, Corte dei Conti e stesso Ministero dell’Economia, secondo cui non sarebbe ancora il momento di intervenire con modifiche dell’attuale sistema pensionistico, considerando che si potrebbero avere conseguenze negative sulla tenuta dei conti pubblici. E così sia Bankitalia che Corte dei Conti hanno chiaramente detto di lasciare le attuali norme pensionistiche così come sono, compreso il meccanismo di adeguamento di età pensionabile e coefficienti di trasformazione strettamente collegati all’aumento dell’età pensionabile che, senza alcuna modifica come richiesto, dal prossimo primo gennaio 2019 subirà un ulteriore scatto all’insù, passando da 66 anni e sette mesi a 67 anni.  

Secondo Bankitalia, del resto, le ultime e ultimissime notizie sulle recenti proiezioni sulla spesa pensionistica sottolineano la necessità di non toccare il sistema attuale, di non tornare indietro rivedendo le regole di pensione al momento in vigore. Anche la Corte dei Conti ha chiesto di non tornare indietro sulle pensioni, perché ogni passo indietro rischierebbe di esporrebbe la finanza pubblica a rischi di sostenibilità.

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di Marianna Quatraro pubblicato il