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Pensioni novità, DEF domani in CDM svolta significativa

Attesa la presentazione del nuovo Def domani: prospettive di novità per le pensioni, delusioni in vista e nuove stangate annunciate

Pensioni novità, DEF domani in CDM svolt

Pensioni novità DEF domani CDM svolta significativa



Si riunisce domani, venerdì 22 settembre, il CDM che dovrà varare la Nota di aggiornamento al Def, documento di economia e finanza che preannuncia le misure che saranno inserite nella nuova manovra finanziaria che, stando a quanto riportano le ultime notizie, dovrebbe arrivare nelle Aule in prossimo 4 ottobre. Stingono, dunque, i tempi per la definizione degli interventi che dovranno rilanciare la nostra economia interna e che, secondo quanto riportano le ultime notizie, non dovrebbero, ancora una volta, contemplare grandi novità per le pensioni.

A confermare questa tendenza, ancora una volta, sarebbe stato qualche giorno fa lo stesso ministro dell’Economia Padoan, che ha anche stimato un Pil in crescita dell‘1,4/1,5% nel 2017, molto sopra l‘1,2% nel 2018, quando l‘indebitamento netto dovrebbe essere fissato a quota 1,7/1,8% del Pil. La presentazione del Def potrebbe rappresentare una svolta significativa, ma non decisiva considerando che è in programma poi il passaggio parlamentare e che le prossime elezioni potrebbero rappresentare la vera occasione per cambiare ancora le cose.

Presentazione Def e possibili novità per le pensioni

Le speranze di attuazione di ulteriori novità per le pensioni entro l’anno e con nuovo Def e manovra stanno venendo meno sia per un continuo temporeggiare sulla richieste di modifiche e miglioramenti per ape volontaria e ape social e quota 41, sia per una continua incertezza sulla richiesta di revisione del meccanismo delle aspettative di vita, disillusione che sarebbe confermata dalle ultime notizie rese note dal ministro dell’Economia sulle scarse disponibilità economiche da impiegare per la definizione delle misure del Def e tra cui le novità per le pensioni non rientrerebbero tra le priorità.

Piuttosto, come ribadito più volte dallo stesso ministro, l’orientamento sarebbe per un nuovo taglio del cuneo fiscale per le neo assunzioni dei giovani, misura che dovrebbe contribuire al rilancio dell’occupazione giovanile anche se, come spesso emerso, senza possibilità occupazionali è difficile impiegare nuovi giovani. Il primo passo per un concreto rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, dovrebbe essere quello di creare opportunità lavorative per poi procedere a nuove assunzioni e si tratta di un obiettivo raggiungibile solo attraverso novità per le pensioni di revisione dell’attuale sistema e in grado di riavviare quel ricambio generazionale oggi decisamente bloccato.

E le novità per le pensioni che sarebbero in grado di dare questa nuova spinta all’interscambio sarebbero quelle già rimandate e decisamente in dubbio come:

  1. novità per le pensioni di quota 100;
  2. novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza alcun onere;
  3. novità per le pensioni di revisione delle aspettative di vita.

Le uniche aperture che secondo le ultime notizie sarebbero arrivate dall’esecutivo sul capitolo pensioni sarebbero state su novità per le pensioni per i giovani, con l’introduzione della pensione minima di garanzia, e su novità per le pensioni per le donne, anche se non si sa ancora se si andrà verso un’ape social per le donne, con sconto contributivo per permettere alle lavoratici di andare in pensione prima con l’ape social senza alcuna decurtazione sulla pensione finale, o verso una ulteriore proroga dell’opzione donna, che tra l’altro sarebbe in scadenza il prossimo 30 settembre.

Def e nuova stangata in arrivo

La certezza che al momento le ultime notizie sembrano riportare sul nuovo Def pronto ad essere ufficialmente presentato è che dovrebbe prospettare una nuova stangata da parte del Fisco agli italiani prevedendo un aumento di ben 11 miliardi di euro delle imposte in generale. Secondo le ultime notizie, è previsto infatti un aumento delle tasse e il costo del lavoro con i contributi sociali e previdenziali che saliranno di ben 26 miliardi. Secondo quanto reso noto da Unimpresa, nel 2018 sono destinati ad aumentare:

  1. i versamenti allo Stato per contributi sociali e previdenziali, che porteranno il costo del lavoro per le imprese a salire di oltre 3 miliardi;
  2. i prelievi indiretti, soprattutto relativi all'Iva, che aumenteranno di 3,2 miliardi;
  3. dalle finanze pubbliche arriveranno 839 miliardi con un aumento dell’1,19%.

E il costo complessivo delle entrate tributarie dovrebbe attestarsi a 499,1 miliardi alla fine del 2017 e di questi:

  1. 249 miliardi sono le imposte dirette, come Imu, Irpef, Ires, Irap;
  2. 247,1 miliardi sono le imposte indirette, come Iva, accise, registro;
  3. 2,9 miliardi sono le altre in conto capitale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il