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Pensioni novità: la sfiducia nella classe dirigente è il problema dell'Italia

La duplice fiducia mancante nei confronti del nostro Paese: motivi, dinamiche e impatti su rilancio di novità per le pensioni

Pensioni novità: la sfiducia nella class

pensioni novità duplice fiducia mancante



La sfiducia nella classe dirigente, spesso non ritenuta all'altezza sia dalla popolazione che dall'Europa, è la causa secondi i partner del nostro continente dell'inerzia con cui si muove l'Italia, incapace di reagire e cambiare ritmo ormai da due decenni. (aggiornamento 10:10)

L'assenza di novità per le pensioni, spesso motivata per una Bruxelles troppo restrittiva deriva in realtà per una completa mancanza di fiducia nell'esecutivo sia da parte dei cittadini sia da parte dell'Unione Europea che vedono nella nostra classe dirigente incapacità (da oltre 20 anni) di gestire le problematiche del paese cercando di riportare l'Italia in crescita. (aggiornamento 10:01)

Manca la fiducia nei confronti del nostro Paese, dei suoi dirigenti e del suo operato, sia da parte degli organismi internazionali e non solo all’estero, sia da parte degli stessi cittadini, che nutrono sempre meno sentimenti positivi nei confronti di una ripresa. E purtroppo non si tratta di ultime notizie destinate a cambiare repentinamente a causa di dinamiche che si continuano a registrare nel nostro Paese ma che sono ancora negative, come:

  1. andamento di impiego per i ragazzi;
  2. deficit statale, che continua a segnare valori record;
  3. sviluppo economico, ancora in stallo.

Fiducia mancante all’estero

Se, da una parte, la posizione di alcuni organismi internazionali nei confronti del nostro Paese sembra essersi ‘ammorbidita’, compresa quella della Comunità, d’altra parte, secondo le ultime novità, la perdita costante di credibilità del nostro Paese agli occhi esteri sta facendo sentire i suoi effetti e ne sono dimostrazione le ultime e ultimissime notizie sulla decisione dei francesi di nazionalizzare Stx pur di non cederla alla nostra Fincantieri, movimento contro il quale si è fortemente opposto lo stesso presidente francese, e quelle sulla decisione degli austriaci di schierare i carri armati al Brennero per bloccare l’ingresso di migranti dal nostro Paese, lasciando dunque che continui a risolvere e gestire l’emergenza da solo. E’ chiaro che si tratta di decisioni che derivano da una poca stima che evidentemente si nutre nei confronti del nostro Paese che agli occhi degli oltre confine non è riuscito a portare avanti alcun obiettivo prefissato, non è riuscito a raggiungere alcun traguardo stabilito. E chiaramente questi fallimenti si stanno ripercuotendo sulla fiducia e la credibilità, scarse, nutrite nei confronti del nostro Paese.

Fiducia mancante dai cittadini

Poco diversa, però, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbe la posizione dei stessi cittadini italiani. Proprio le ultime notizie, infatti, riportano una visione decisamente negativa del proprio Paese da parte degli stessi cittadini. Secondo una recente ricerca, gli italiani non si ritengono affatto soddisfatti (24,6%) delle condizioni, singole e generale, in cui vivono, dando maggior peso, secondo quanto emerso, ai soldi più che alla cultura (24,2%). Inoltre, elemento che effettivamente lascia perplessi, la maggior parte degli italiani vede nei connazionali tratti negativi come:

  1. scarso interesse di impegno e attività;
  2. poco altruismo;
  3. poca solidarietà.

Si tratta di una scarsa fiducia che gli italiani nutrono nei confronti degli italiani e che si affianca alla poca fiducia nei confronti di esecutivi che non sono evidentemente riusciti a mettere in atto provvedimenti tali da dare nuova spinta al Paese. E le ultime notizie sull’andamento di alcune dinamiche ne sono chiara dimostrazione. Stando, infatti, alle ultime notizie:

  1. continua ad aumentare l’indigenza nel nostro Paese;
  2. la percentuale di occupati, soprattutto ragazzi, è molto bassa rispetto a quella degli altri Paesi comunitari;
  3. lo sviluppo economico è completamente fermo.

E dalle interviste condotte tra gli stessi cittadini, alla luce delle ultime notizie, sull’andamento del nostro Paese, è risultato che:

  1. un buon 20% degli intervistati che teme un ulteriore peggioramento delle proprie condizioni economiche nel prossimo futuro;
  2. il 70% che ritiene che non cambierà nulla;
  3. solo il 10% in attesa di un miglioramento;
  4. appena un 4% che dichiara di sentirsi economicamente e socialmente più sicuro.

Complessivamente, il 32% giudica peggiorata la propria situazione economica e il 24% si sente più fragile. E sono diverse le priorità su cui gli stessi cittadini rilanciano e che potrebbero rivelarsi effettivamente importanti per una reale ripresa. Tra queste spiccano:

  1. una migliore gestione questione migranti;
  2. nuove misure per favorire la ricerca di impiego, soprattutto per i ragazzi;
  3. aumento degli stipendi;
  4. novità per le pensioni.

Pensioni novità

Ed ecco il capitolo da sempre aperto e da sempre prioritario per i cittadini: se, infatti, per altre misure, come per il sostegno al rilancio di attività, qualcosa sembrerebbe esser stata fatta, seppur errata e rivelatasi fallimentare, come la nuova norme per l’impiego introdotta dal precedente esecutivo, per le novità per le pensioni non è mai stato fatto nulla di reale e profondo. Solo novità per le pensioni minime come la staffetta o le ultime novità per le pensioni di mini pensione con e senza oneri e di quota 41, non per tutti, troppo limitate e ristrette e che rischiano di rivelarsi l’ennesimo spreco di soldi.

Nulla, invece, per le richieste di novità per le pensioni da sempre presentate dai cittadini, come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri, che sarebbero quelle davvero necessarie per un rilancio di opportunità di impiego per i ragazzi e contestuali rilancio di produttività e consumi. Eppure si tratta di misure che continuano a non essere considerate prioritarie, di bisogni reali dei cittadini a cui non viene prestata abbastanza attenzione e questa mancanza porta, chiaramente, ad un calo costante di fiducia.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il