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Pensioni novità oggi Ape Volontaria, Ape Social, Quota 41, Pensioni Donna Manovra finanziaria venerdì 6 Ottobre

Continua il lavoro interno ed esterno sulle novità per le pensioni in vista della manovra. Secondo le ultime notizie pensioni, in pole ci sarebbero provvedimenti per le donne.

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Certezze e incertezze novità per le pensioni



Se non è corsa contro il tempo, poco ci manca. Perché la manovra è in fase di formazione, la prima bozza è praticamente pronta e gli spazi di intervento in una materia tanto delicata quanto costosa come l'introduzione di novità per le pensioni, sono sempre pochi. Ecco perché ogni giorno, anche quello di oggi venerdì 6 ottobre, potrebbe riservare sorprese inattese. L'esecutivo ha già individuato i binari lungo i quali far scorrere la manovra di quest'anno. E a differenza di quanto visto un anno fa tra Ape volontaria, Ape social e quota 41, questa volta il tenore sembra realmente inferiore. A meno che le forze sociali (pronte a una grande mobilitazione nazionale il 14 ottobre davanti alle Prefettura) e i gruppi di pressione riescano a far cambiare traiettoria, almeno in parte. Il problema è c'è un rimescolamento della maggioranza e al termine di questo percorso non si sa quale sarà il prezzo da pagare.

Certezze e incertezze sulle novità per le pensioni

Apprendiamo infatti che la risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza è riuscita a passare al Senato superando i 161 voti della maggioranza assoluta dell'Aula, anche se bastava la maggioranza semplice dei presenti. Un risultato notevole e sorprendente per la maggioranza, visto che i 16 senatori di Movimento Democratico e Progressista, peraltro i più convinti dell'indispensabilità di prevedere novità per le pensioni ben maggiori di quelle allo studio, non hanno partecipato al voto. Se apparentemente si tratta di una buona notizia, dall'altra è facile credere come ci possa essere un prezzo da pagare in termini di concessione a piccoli gruppi di potere che stanno aiutando la maggioranza a rimanere in piedi. Tutto a discapito delle novità per le pensioni o comunque del quadro generale di interventi.

In ogni caso, arrivano conferme sulla previsione di novità per le pensioni ad hoc per le donne. Se poi si tradurranno nella cosiddetta Ape social donna o nella proroga dell'opzione contributivo donna, resta tutto da scoprire. Ma la questione è di stretta attualità.

Che la situazione in ambito pensioni sia caldissima è dimostrato dalle risoluzioni discusse in sede di Commissione lavoro della Camera:

  1. revisione della normativa che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile in relazione all'incremento dell'aspettativa di vita;
  2. revisione del sistema di adeguamento dei requisiti per l'accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita;
  3. iniziative per tenere conto delle differenti aspettative di vita e per inserire tra le categorie di lavoratori impegnati in attività usuranti anche gli operatori socio-sanitari;
  4. iniziative in materia di adeguamento dei requisiti pensionistici in relazione all'incremento dell'aspettativa di vita;
  5. iniziative per rivedere la normativa che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile in relazione all'incremento dell'aspettativa di vita e ampliamento delle attività considerate usuranti al fine del riconoscimento di benefici previdenziali.

Senza numeri niente novità per le pensioni

Tutte questioni molto simili intorno alla speranze di vita, ma che dimostrano come la questione delle novità per le pensioni non sia affatto sparita dall'agenda della politica. Peccato solo che i freddi numeri continuino anche oggi a rappresentare un deterrente per la speranza di cambiamento delle speranze di vita. La spesa pensionistica oggi è al 15,5 per cento del Prodotto interno lordo ed è proiettata al 18 per cento. Per questo chi frena il cambiamento dalle parti del Tesoro, sta continuando a evidenziare come le ultime proiezioni sulla spesa per le novità per le pensioni mettono in evidenza l'importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato.

Nella più recente versione dei conti nazionali, apprendiamo della valutazione di un poco corretto profilo congiunturale dei primi due trimestri da parte dell'Istituto nazionale di statistica, che comunque non cambia la prospettiva di un Prodotto interno lordo tendenziale atteso all'1,5 per cento e uno acquisito all'1,2 per cento. Troppo poco per credere in una sterzata sul terreno delle novità per le pensioni da introdurre nella manovra.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il