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Pensioni novità in manovra finanziaria più probabili

Quali sono le possibili novità per le pensioni della prossima manovra: ancora nulla di importante e profondo ma solo cambiamenti eventuali minimi

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Pensioni novità probabili manovra finanziaria



Non è ancora chiaro se e come ci saranno delle novità per le pensioni in manovra finanziaria nonostante le differenti riunioni e le tante affermazioni da tutte le parti coinvolte. E se si sarà spazio per alcuni elementi non è chiaro ancora del tutto per quali e in quali modi.

Si riaprono le discussioni sulla prossima manovra finanziaria 2017-2018 e il primo passo verso la definizione delle misure che dovranno essere inserite nella Legge di Stabilità 2017-2018 è stato compiuto con il nuovo incontro tenutosi tra premier Paolo Gentiloni e ministro dell’Economia Padoan su interventi e necessità economiche per mettere a punto la prossima manovra. Il grande ostacolo da superare, come ormai consuetudine da qualche anno nel nostro Paese, resta quello della scarsa disponibilità di risorse economiche rispetto alle necessità per gli interventi che dovrebbero essere attuati.

E la grande incognita restano le novità per le pensioni, quelle misure ancora piuttosto controverse che continuano ad essere rilanciate con forza da alcuni e che, al contrario, continuano a non essere considerata un’assoluta priorità da altri, a partire dal ministro dell’Economia Padoan, secondo cui le attuali norme pensionistiche dovrebbero essere lasciate ancora così, consentendo impegni e attenzioni su ulteriori provvedimenti sempre considerati prioritari.

Novità per le pensioni probabili in prossima manovra finanziaria

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nulla di tanto profondo e importante relativo alle novità per le pensioni dovrebbe rientrare nella nuova Legge di Stabilità 2017-2018, contrariamente, potremmo dire, a quanto professato nelle ultime settimane prima della pausa estiva. Si parlava tanto di seconda fase di analisi di ulteriori novità per le pensioni da inserire nella prossima manovra, tanto della richiesta di revisione del sistema delle aspettative di vita, cui è agganciato l’adeguamento dell’età pensionabile, modifica che da sempre si dice sarebbe stata particolarmente difficile da attuare, considerando che sarebbe una revisione profonda dell’attuale sistema che proprio su questo sistema si regge, ma di cui si parlava in termini di possibile congelamento, quanto meno.

Ora, però, le principali notizie sembrano fare un passo indietro su questa possibilità, dietrofront dovuto in gran parte anche alla nuova posizione assunta dai sindacati che, stando alle ultime notizie, a fronte della definizione di nuovi sistemi per la pensione anticipata di tutti potrebbero rimandare la revisione del meccanismo delle aspettative di vita. Nulla, chiaramente, arriverà per quanto riguarda novità per le pensioni di quota 100, da tanti considerata la migliore soluzione pensionistica per tutti ma sempre rimandata perché ancora considerata troppo costosa, richiederebbe tra i 7 e 10 miliardi di euro, e nulla per la novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza oneri, per cui servirebbero, invece, circa 5 miliardi di euro.

Le uniche novità per le pensioni che potrebbero rientrare nella prossima manovra finanziaria 2018 sarebbero al momento minime e potrebbero riguardare solo un allargamento e miglioramento delle condizioni previste dalle novità per le pensioni di ape volontaria per precoci e usuranti e ape social e quota 41 e proroga dell’opzione donna. O si potrebbe pensare a novità per l’ape social per le donne, con previsione di scontri contributivi per permettere loro di raggiungere in maniera più agevole i requisiti richiesta da quest’ultima novità per le pensioni approvata già dal precedente esecutivo.

Taglio del cuneo fiscale per assunzioni nuovi giovani

Le ultime notizie confermano come, esattamente come era stato anticipato prima della pausa estiva, le attenzioni per la prossima manovra sarebbero essenzialmente concentrate su potenziamento degli investimenti e nuovo piano di taglio del cuneo fiscale per le assunzioni di nuovi giovani. Le ipotesi al vaglio sarebbero di scontro contributivo del 50% per le assunzioni di tutti coloro che hanno fino a 29 anni, soglia anagrafica che molto probabilmente sarà però portata a 32 anni. Il costo dell’operazione sarebbe di 900 milioni di euro per il primo anno, stando a quanto reso noto, ma, stando alle stime dei costi dell’operazione per un triennio e precedentemente effettuate, la misura dovrebbe arrivare a costare ben 15 miliardi di euro. Molto più, dunque, di quanto costerebbero novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza, tra l’altro, la certezza di una garanzia di successo.

La precedente esperienza di questo genere, infatti, non ha prodotto risultati positivi, ad eccezione di primi mesi di boom di assunzioni stabili e si teme che ancora una volta questo piano possa rivelarsi fallimentare, diventando un ulteriore spreco di denaro. Al contrario, l’investimento in novità per le pensioni importanti garantirebbe vantaggi certi, come spesso spiegato, sia in termini di rilancio occupazionale, soprattutto per i giovani, grazie al riavvio del ricambio generazionale che le stesse novità per le pensioni sarebbe in grado di rilanciare per l’alternanza a lavoro tra impiegati più anziani e più giovani, e conseguente rilancio di produttività e consumi; sia in termini di rilancio economico e di risparmi, seppur nel lungo periodo.

Secondo le ultime notizie, come era stato anticipato prima della pausa estiva, nella prossima Manovra finanziaria non ci saranno novità per le pensioni mentre si riapre la possibilità sempre più concreta di nuovo taglio del cuneo fiscale per i giovani, misura che potrebbe dare nuova spinta al rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, anche se nella sua precedente esperienza non si è rivelata una misura poi così tanto efficace, considerando le ultime notizie attuali sull'andamento dell'occupazione del nostro Paese.

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di Marianna Quatraro pubblicato il