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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 Petrini, Rizzo, Giuetti

Perché non sia facile intervenire sulle novità per le pensioni è chiaro a tutti ma perché non valgono per tutti le regole dell'austerità è una situazione tutta da spiegare.

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:01): Si assiste dunque a un cammino con due pesi e due misure anche quando le novità per le pensioni sono di mezzo. Se da una parte il momento viene costantemente rinviato perché i soldi non sono mai sufficienti almeno si affema, dall'altra nelle ultime notizie e ultimissime si registrano episodi sempre più evidenti della disparità di trattamento.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): L'austerità esiste solo per alcuni aspetti tra cui sempre e costantemente le novità per le pensioni mentre in tanti casi differenti i soldi ci sono e continuano nelle ultime notizie e ultimissime ad essere usati al contrario.

Verrebbe quasi da dire che non passa giorno senza che spunti fuori qualche incongruenza tra l'invito all'austerità e a centellinare i soldi quando si tratta di mettere le mani sulle novità per le pensioni e i troppi casi di gestione discutibile delle finanze collettive. I numeri in gioco sono elevati e non paragonabili a quelli che circolano nelle ultime notizie pensioni, a dimostrazione di come la coerenza non sia di certo una virtù dalle parti di chi guida il Paese.

Le ultime posizioni di Sergio Rizzo e conseguenze per novità per le pensioni

Lo squarcio aperto dal giornalista Sergio Rizzo sulle quelle società nel cui capitale sono presenti le amministrazioni pubbliche, direttamente oppure attraverso altre aziende o altri organismi controllati, è di quelli che fa riflettere. Dovevano essere ridotte ma crescono senza sosta, in barba a chi gli viene detto che le novità per le pensioni sono impossibili per assenza di coperture o alle disposizioni che fissano paletti ben precisi, ma evidentemente aggirabili. Le amministrazioni maggiormente coinvolte sono i Comuni: risultano oltre seimila partecipate dai primi cittadini. Ma, sorpresa, ci sono le Province vive e vegete a quota quasi duemila. E poi, via via ecco le Camere di Commercio, le Università e le Regioni. Lo Stato sfonda la soglia delle cinquecento partecipate, ma al Tesoro fa capo il maggior numero di addetti. E soprattutto, stando alle rilevazioni di Sergio Rizzo, ne spunta una al giorno. Inevitabili le conseguenze sulle prospettive di intervento sulle novità per le pensioni quando la storia riferisce di contributi a pioggia, di anni di perdita e di privatizzazioni tardive.

Le recenti posizioni di Giuliano Guietti e impatto su novità per le pensioni

Non c'è da credere a chi assicura che questa sia un'epoca di austerità e di attenzione alle spese nei palazzi nel potere. Certo, quando si tratta di novità per le pensioni e di individuare le coperture che servono, sono sempre tutti pronti a invitare la cinghia. Ma si tratta di un comportamento che non va in linea con quanto accade in altri comparti in riferimento alla gestione dei soldi della collettività. Basta sfogliare il rapporto sulle partecipanti a firma del centro studi Ires guidato da Giuliano Guietti e incaricato del coordinamento e del raccordo fra comitato scientifico e università e fra rappresentanti dei dipendenti e istituti di ricerca per farsi un'idea. Ebbene, considerate solo quelle degli enti locali, quasi il trenta per cento risulta in perdita. E le cifre che viaggiano sono da capogiro poiché il rosso complessivo è quasi di settecento milioni di euro, una cifra che difficilmente sarà mai sfruttate per coprire le spese per rilanciare le novità per le pensioni. Ci sono anche altre indicazioni che non lasciano indifferenti: solo il sessanta per cento delle partecipate risulta in utile mentre le altre sono in pareggio.

Le ultime affermazioni di Roberto Petrini e impatto su novità per le pensioni

Diventa sempre più difficile credere alle giustificazioni sull'assenza di coperture per le novità per le pensioni quando poi il concetto di risparmio non viene applicato neanche in quelle azioni simboliche che sintetizzano il comportamento. L'inchiesta del giornalista Roberto Petrini sulle auto blu è a tal proposito illuminate. Non solo rivela come il progetto di riduzioni annunciato dall'attuale segretario della maggioranza non è mai stato attuato nelle dimensioni promesse. Ma soprattutto - ed è questa la vera sorpresa - i costi a carico della collettività sono aumentati perché il numero è aumentato. Numeri alla mano, sono passate da circa ventimila a quasi trentamila, variamente distribuite tra dicasteri, autorità e agenzie fiscali, Regioni e Province autonome, Province e Città metropolitane, Comuni, sanità, regionale, università, altri enti. Come credere allora all'assenza di novità per le pensioni per la povertà delle casse dello Stato? Vale la pena far notare come ad aver fatto registrare una crescita di auto blu siano state le amministrazioni comunali, quelle solitamente più attente nella gestione delle somme e più vicine al territorio.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il