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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 privilegi sempre peggiori come discriminazioni

Nuovo rapporto dimostra ancora una volta l’aumento di discriminazioni sociali: ultime notizie su situazione economica di Italia e urgenza novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:48): Questo del Rapporto Tecnè 2016 è solo l'ultimo dei tanti focus che riferiscono come la situazione socio-economica in Italia sia complicata e che senza interventi decisi, anche sulle novità per le pensioni, sarà difficile uscire da questo vicolo cieco. E le ultime e ultimissime notizie che arrivano dalla maggioranza non sembra andare nella giusta direzione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:02): Ci saranno state le congiunture economiche internazionali sfavorevoli, certo, ma è anche vero che gli interventi della maggioranza per rimettere in piedi il Paese non sono state adeguate o almeno sufficienti. Sia che la si vede sotto il versante dell'occupazione o di quello delle novità per le pensioni, le ultime e ultimissime notizie continuano a essere scoraggianti e poco rassicuranti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Come se non bastasse, ecco il nuovo rapporto sullo stato socioeconomico dell'Italia che va nella scia di quanto ripetuto da tempo. In buona sostanza, anche le ultime e ultimissime notizie riferiscono come siano in calo le previsioni sulla crescita economica del Paese e in picchiata le prospettive di crescita dell'occupazione e del miglioramento delle novità per le pensioni.

Aumentano le ultime notizie che continuano ad accertare sistemi e meccanismi che piuttosto che ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche tendono ad aumentarle e si tratta di ultime notizie che sottolineano ancor di più la necessità di attuare ulteriori cambiamenti per le pensioni, mettendo a punto novità per le pensioni che siano in grado di invertire le attuali tendenze di invecchiamento del popolo lavorativo e di aumento degli squilibri sociali.

Nuovo Rapporto Tecnè, dati e nuove urgenze di approvazione di novità per le pensioni

Le ultime notizie riportate dagli esiti del recente Rapporto Tecnè 2016 sulla qualità dello sviluppo portato avanti dalla Fondazione Di Vittorio (Istituto per la ricerca Cgil) descrivono un'Italia che cresce poco, con la ricchezza sempre più concentrata, una diminuzione della fiducia nella situazione economica del Paese e nella possibilità che l'occupazione torni a crescere. In particolare, stando ai numeri riportati, l'indice generale sulla qualità dello sviluppo diminuisce da 100 a 99 con un peggioramento nel Nord (da 110 a 109 il Nord Ovest, da 115 a 113 il Nord Est), e nel Centro (da 103 a 102) mentre il Mezzogiorno sembra ancora in ritardo rispetto al resto del Paese (fermo a 85). Crolla nettamente la fiducia economica (76): solo il 31% degli intervistati pensa che la situazione economica dell’Italia migliorerà nei prossimi 12 mesi e appena l’11% si attende un miglioramento della situazione personale; gli standard abitativi scendono da 100 a 98 punti (Trentino a 122); e rispetto al 2015, nel 2016 calano drasticamente le previsioni sulla crescita economica dell'Italia e sulle prospettive di crescita dell'occupazione, con discriminazioni sempre maggiori.

Aumenta, dunque, la disuguaglianza economica tra gli italiani, con la ricchezza che tende a concentrarsi nelle fasce di popolazioni ad alto reddito; un ceto medio più fragile rispetto al passato; e un netto aumento dei poveri. Si tratta, ancora una volta, di una situazione che riflette la tragica condizione in cui versa l’Italia, dove la necessità di cambiamenti sembra sempre più urgente. Sono cambiamenti che dovrebbero partire innanzitutto da novità per le pensioni necessarie per modificare le regole pensionistiche attualmente in vigore che hanno letteralmente bloccato il mondo occupazionale, costringendo i lavoratori più anziani a rimanere a lavoro sempre più a lungo e chiudendo le porte ai giovani, bloccando, di conseguenza, produttività, consumi e crescita economica generale.  

Ulteriori recenti studi e ulteriore necessità di novità per le pensioni

Il Rapporto Tecnè 2016 è solo l’ultimo reso noto che riporta la difficile situazione socio-economica di Italia: tra le ultime notizie anche quelle relative ai risultati di uno studio condotto dai ricercatori di Lifepath, finanziato dalla Commissione Europea che, attraverso comparazioni tra persone di differenti status sociali, e con particolare attenzione a quello basso, e stati di salute, ha scoperto che vivere in condizioni di indigenza accorcia la vita, in media, di oltre due anni. Gli studiosi hanno raccolti i dati relativi a quasi due milioni di persone da sette diversi Paesi, Regno Unito, Italia, Portogallo, Stati Uniti, Australia, Svizzera e Francia.

colo che hanno preso parte allo studio sono stati seguiti per una media di tredici anni dopo essere stati classificati in base al proprio stato occupazionale, usato come indicatore dello status socioeconomico. I dati ottenuti sono stati poi rapportati allo stato di salute dei partecipanti e confrontati con quelli dei diversi fattori di rischio, come fumo, ipertensione, diabete, consumo di alcool, scarsa attività fisica. Ciò che ne è emerso è che basso status socioeconomico comporta un maggiore rischio di mortalità e che vivere in condizioni di povertà diminuisce di oltre due anni l’aspettativa di vita. E’ chiaro, dunque, anche in questo caso, che per invertire tale tendenza e diminuire le discriminazioni sociali, occorre innanzitutto ripartire da novità per le pensioni capaci di riattivare il turn over con conseguente ricambio generazionale e lavoro e di garantire sostegni sociali a chi si ritrova in grosse difficoltà, senza occupazione e senza pensione, come:

  1. quota 100;
  2. quota 41 per tutti;
  3. assegno universale.

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di Marianna Quatraro pubblicato il