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Assegno universale, novità per le pensioni di quota 100 e revisione delle pensioni elevate ancora una volta rilanciate: attese e cosa si farà davvero

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Se questo rilancio sulle novità per le pensioni riuscirà a sortire effetti interessanti è solo un questione di tempo. Perché nonostante le proposte avanzate nelle ultime notizie e ultimissime occorre fare i conti con il poco tempo a disposizione e la concreta volontà a mutare le cose che abbiamo già sentito parecchie volte.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 03:01): Vi è un rilancio interessante per quota 100, assegno universale e revisione pensioni che coinvolgerebbe gradualmente tutti come sistema per le novità per le pensioni che sembrava nelle ultime notizie e ultimissime stata superata.

Si va verso ulteriori novità per le pensioni, almeno teoricamente: stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, infatti, il presidente dell'organismo di gestione avrebbe ancora una volta rilanciato la necessità di una revisione per le pensioni per tutti, puntando:

  1. sulla novità per le pensioni quota 100;
  2. sull'assegno universale, per cui ha parlato di avvio positivo, ma anche della necessità di ulteriori soldi per aumentarne il valore ed estenderlo a tutti;
  3. sulla revisione delle pensioni più elevate.

Occhi puntati soprattutto su novità per le pensioni di quota 100 e assegno universale su cui da tempo si dibatte, cercando di definirne anche una convenienza, dell’una rispetto all’altro, sia da un punto di vista di impiego economico, sia da un punto di vista di eventuali vantaggi che ne deriverebbero una volta attuati. Ma la domanda è se davvero questa volta si andrà fino in fondo con l’approvazione concreta di almeno una di queste ultime novità per le pensioni rilanciate.

Introduzione dell’assegno universale e impatto su novità per le pensioni

Partendo dall’introduzione dell’assegno universale, si tratta di una misura considerata decisamente positiva, anche perché ci permetterebbe di adeguarci al modello comunitario, considerando che si tratta di un sostegno già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi comunitari ma che ancora manca solo nel nostro Paese e in Grecia, motivo per il quale la stessa Comunità, come confermano le ultime notizie, ci avrebbe più volte chiesto di introdurre. E sembra che effettivamente l’assegno universale sia ora fattibile, non solo perché particolarmente appoggiato dalla Comunità ma anche perché a livello locale, cioè in alcune regioni e comuni del nostro Paese, è stato già introdotto e per cui si pensa ad una sua estensione a livello nazionale, in modo da non creare discriminazioni tra i cittadini.

Come, infatti, riportano le ultime notizie, l’assegno universale è già in vigore in regioni come Piemonte, Lombardia Friuli Venezia Giulia, Marche, Emilia Romagna, Puglia, e Comuni come Trento, Reggio Emilia, Livorno, Bari e Ragusa. Eppure, nonostante si parli di una sua fattibilità ed esigenza di approvazione per adeguamento al modello comunitario, secondo alcuni l’assegno universale non sarebbe particolarmente vantaggioso rispetto alle novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti senza oneri per la spinta alla ricerca di attività. Novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 per tutti, come abbiamo spesso spiegato, infatti, avrebbero il vantaggio di rilanciare l’attività, soprattutto per i ragazzi, attraverso un nuovo ricambio generazionale, e allo stesso tempo dare nuova spinta a produttività e consumi, riuscendo ad avviare un nuovo ciclo economico positivo in generale.

Introduzione della novità per le pensioni di quota 100 e vantaggi attesi

E questo è il motivo per cui nonostante la positività dell’assegno universale, le ultime notizie continuano a confermare la novità per le pensioni di quota 100 come la soluzione ideale per la revisione dell’attuale sistema. Soprattutto in riferimento alla quota 100 proposta dal responsabile dell’organismo di gestione legata al quoziente familiare. In questa sua modulazione, esattamente come l’assegno universale,la quota 100 sosterrebbe soprattutto chi si ritrova in condizioni di maggiore necessità, senza correre il rischio di valere anche per i più abbienti. Tuttavia, le ultime notizie confermano le proposte di diversi modelli della novità per le pensioni di quota 100 che sarebbero:

  1. novità per le pensioni di quota 100 proposta del presidente del Comitato ristretto;
  2. novità per le pensioni di quota 100 proposta dal Carroccio;
  3. novità per le pensioni di quota 100 proposta dal responsabile dell’organismo di gestione.

Partendo dalla quota 100 presentata dal presidente del Comitato ristretto per le pensioni, prevede la possibilità di andare in pensione a sessantadue anni di età con trentacinque anni di contributi e oneri crescenti in base all’anno di uscita anzitempo dalla propria occupazione rispetto all’attuale soglia dei sessantasei anni e sette mesi, lasciando al lavoratore la decisione di decidere anche a che età lasciare, se a sessant’anni di età con quarant’anni di contributi, sessant’uno di età con trentanove di contributi, sessantadue anni con trent’otto di contributi e così via purchè la somma di requisito anagrafico e contributivo raggiunga cento.

Passando alla quota 100 del Carroccio, segue la stessa logica del precedete modello appena descritto di quota 100, con la differenza che la base di uscita a considerare non è di sessant’anni di età e quarant’anni di contributi, ma di trentacinque anni di contributi o di cinquantotto anni di età. Questa formulazione della quota 100 permetterebbe di scegliere se andare in pensione a cinquantotto anni di età e quarantadue di contributi, o a cinquantanove anni di età e quarantuno di contributi, o con trentacinque anni di contributi e sessantacinque anni di età, o con trentasei anni di contributi e sessantaquattro di età, e così via. Infine, la novità per le pensioni di quota 100 dell’organismo di gestione, collegata al quoziente familiare, prevede come requisiti base per l’uscita sessant’anni anni di età e quarant’anni anni di contributi, con penalità comprese tra il 4% e il 12%, in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro ma modulate anche in base al quoziente familiare, con oneri decrescenti, più bassi, dunque, per chi ha un quoziente familiare basso.

Le ultime notizie confermano come sia preferibile portare avanti le novità per le pensioni piuttosto che l’assegno universale che, se apparentemente potrebbe rappresentare un provvedimento positivo di sostegno economico per tutti coloro che si ritrovano a vivere in condizioni di gravi difficoltà economiche, volto anche all’inclusione sociale, in realtà rappresenterebbe solo una soluzione tampone ai grossi problemi economici che oggi ha la gran parte dei cittadini. Sia da un punto di vista pratico, sia da un punto di vista economico, secondo le ultime notizie, la novità per le pensioni di quota 100 sarebbe decisamente da preferire all’assegno universale, perché:

  1. costerebbe meno, circa 7 miliardi di euro a fronte di circa 10 miliardi di euro richiesti per l’assegno universale;
  2. avrebbe il concreto vantaggio di rilanciare occupazione, soprattutto per i ragazzi, e produttività;
  3. permetterebbe di accumulare risparmi, seppur però nel lungo periodo.
     

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di Marianna Quatraro pubblicato il