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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 reazioni positive e negative da iter economiche

Le reazioni delle principali associazioni sulle ultime misure economiche dell’esecutivo e rilancio necessario di ulteriori novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:45): E le reazioni sono per lo più negative in quanto non manca solo la fiducia, ma oggettivamente non ci sono nè le iniziative che si vogliono intraprendere per il rilancio nè le novità per le pensioni, nè tutto il resto, e neppure cire chiare nelle ultime notizie e ultimissime con una confusione tale su cosa, quando e come fare che non può certo indurre ottimisimo, anzi...

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Dunque sono più negative che positive le reazioni ufficiali alla prima bozza dell'iter economico. A preoccupare, come abbiamo visto dalle ultime e ultimissime notizie che abbiamo ripreso, è la scarsa fiducia nelle possibilità di crescita all'interno di un contesto in cui le novità per le pensioni continuano a essere considerate una soluzione marginale.

Le misure annunciate dall’esecutivo per il nuovo iter economico hanno suscitato diverse reazioni, tra critiche e reazioni positive. Stando alle ultime notizie, però, si parla solo della prima stesura di un documento che fino alla sua ufficiale approvazione sarà suscettibile di diversi cambiamenti, per cui è lecito aspettarsi che ogni reazione, soprattutto relativa alle critiche, potrebbe portare ad ulteriori modifiche. Le principali reazioni di questi ultimi giorni sono arrivate da:

  1. Confindustria;
  2. Rete Imprese Italia;
  3. Confcommercio.

Le reazioni di Confindustria sul nuovo iter economico e conseguenze per novità per le pensioni

Ambivalenti le reazioni da parte di Confindustria nei confronti del nuovo iter economico, tra reazioni positive sulla decisione di tagliare il costo dell’occupazione, portando avanti in un certo senso quanto avviato dal precedente esecutivo, anche se i risultati, si spera, siano migliori per quanto riguarda il rilancio reale dell’occupazione giovanile, e appoggio anche all'aumento dell'imposta del valore aggiunta, e critiche. Secondo il Centro studi dell'associazione degli industriali, infatti, la stretta da 30 miliardi del nuovo iter economico, in tre anni, potrebbe solo bloccare la crescita, senza permettere l'Italia di raggiungere alcun ulteriore sviluppo.

Le restrizioni previste dal nuovo iter economico, che secondo gli industriali renderebbero difficile la crescita, dovrebbero essere, in certo senso, sostituite da misure di risanamento delle finanze pubbliche e interventi strutturali capaci di sostenere un concreto e continuo rilancio dell'economia. E pur sostenendo la riduzione delle imposte sull'occupazione per un rilancio del mercato del lavoro giovanile, tra gli interventi strutturali di rilancio dell'economia vi rientrerebbero anche le profonde novità per le pensioni come:

  1. revisione delle probabilità di vita;
  2. novità per le pensioni di quota 100;
  3. novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza alcuna penalità.

Le reazioni di Rete Imprese Italia sul nuovo iter economico e conseguenze per novità per le pensioni

Anche secondo Rete Imprese Italia gran parte delle misure inserite nel nuovo iter economico potrebbero bloccare la crescita piuttosto che sostenerla. Nel mirino soprattutto l'aumento possibile dell'imposta sul valore aggiunto che, secondo l'associazione delle imprese, penalizzerà soprattutto imprese  professionisti. Critiche da parte di Rete Imprese Italia sono state espresse per lo split payment, che toglierebbe liquidità alle imprese.

Le reazioni di Confcommercio sul nuovo iter economico e conseguenze per novità per le pensioni

Anche da Confcommercio sono arrivate critiche al nuovo iter economico per quanto riguarda le ultime notizie sull’aumento dell’imposta sul valore aggiunto che è stato definito un errore da evitare per non bloccare crescita e consumi. L’aumento di questa imposta, infatti, porterebbe ogni bene acquistabile ad aumentare di costo a fronte di stipendi e pensioni che resterebbero invariati, motivo per il quale le spese risulterebbero decisamente più alte rispetto alla capacità di acquisto dei cittadini e questo sistema bloccherebbe letteralmente i consumi, scoraggiando l’economia generale.

Al contrario, per dare nuova spinta a consumi e produttività bisognerebbe agire innanzitutto con un rilancio dell’occupazione giovanile che sarebbe diretto risultato dell’attuazione di quelle profonde novità per le pensioni come quota 100 o quota 41 per tutti che avrebbero il vantaggio di avviare un ricambio generazionale a lavoro e dare il via ad un nuovo ciclo economico positivo.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il