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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 la reale verità su cifre non occupati

La verità sull’andamento della non occupazione generale comunitaria, ultime notizie e rilancio necessario di novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 14:45):  E queste cifre doppie rispetto quelle ufficiali le afferma l'Istituto Economico Europeo di grandissima autorità e dunque, nelle ultime notizie e ultimissime, il suo appello è ancora più rilevante per le novità per le pensioni stesse e per le altre iniziative per risolvere il problema

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:20): Le scelte decise per contrastare la non occupazione doppia rispetto a cifre date, novità per le pensioni non le hai mai considerate una variabile fondamentale per un lungo periodo e quando ha iniziato a farlo ora solo aluni nelle ultime notizie e ultimissime ne hacapito la rilevanza di questo elemento, ma sembra si preferica intraprendere vie che paiono più semplici.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): Sarebbero più del doppio inoccupati per la Comunità, la certezza è che sulle novità per le pensioni quanto è stato fatto non basta con un sistema sempre più rigido. Le scelte assunte non si rivelano adeguati eppur è chiaro che c'è un legame stretto e definito, pur non univico con la non occupazione e, come visto dalle ultime e ultimissime notizie, i risultati sono sotto agli occhi di tutti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30): Una guerra dei numeri dei non occupati e in Italia e nella Comunità con riflessi su novità per le pensioni si sta concretizzando. Ma al di là delle cifre, comunque critiche qualunque campani si ascolti, emerge chiaramente come le azioni di contrasto riferite dalle ultime e ultimissime notizie sia siano rivelate poco efficaci e sicuramente da riconsiderare.

Gli ultimi dati forniti sull’andamento dell’occupazione nell’Eurozona non sarebbero del tutto esatti secondo la Bce: se, infatti, le ultime notizie rese note hanno parlato di un andamento decisamente positivo dell’occupazione nei Paesi della Comunità, dove dopo essere arrivata ad un 9,4% nel 2017 arriverà all'8,9% nel 2018, ponendo l’Italia tra i peggiori a causa di una crescita minima sia nel 2017 sia nel 2018 e di una non occupazione ancora troppo alta, le ultime e ultimissime notizie rese note dalla Bce in un certo smentiscono in parte i dati positivi riportati.

La verità sui non occupati e ultime notizie aggiornate

Stando, infatti, alle ultime notizie riportate dalla Bce, il tasso di non occupazione sarebbe ben pari al doppio di quello che hanno riportato i dati ufficiali che, secondo la stessa Bce, non considerando le persone che non corrispondono a criteri statistici molto rigidi e quelle che svolgono attività con orario ridotto ma vorrebbero un impiego full time. La Bce, in particolare, riporta che la percentuale dei non occupati sarebbe intorno al 18% e non al 9,5% del tasso di non occupazione ufficiale dell’Eurozona.

Tra le ultime notizie riportate sempre alla Bce un non occupazione giovanile particolarmente alta in Paesi come spagna, Grecia e Italia, condizione che continua a rimanere ancora molto al di sopra dei livelli pre crisi, periodo durante il quale comunque l'occupazione giovanile non era già particolarmente alle stelle. Ma l'acuirsi di mancanza di occupazione per i più giovani, nel tempo, non ha fatto che amplificare sempre più quello scontro generazionale tra più anziani e più giovani che oggi si ritorvano a vivere in entrambe in casi in condizioni di forte difficoltà. E proprio questa condizione sembrerebbe imporre la necessità di novità per le pensioni nel nostro Paeseper invertire la tendenza occupazionale attuale.

Scontro generazionale e urgenza di novità per le pensioni

Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, sono troppi i lavoratori più anziani costretti a rimanere a lavoro sempre più a lungo a causa delle norme pensionistiche in vigore oggi che hanno aumentato l’età pensionabile per tutti, e sono troppo pochi i giovani occupati. Secondo le ultime notizie, in particolare, sarebbero molti di più gli over 50 impiegati, circa 7,5 milioni di età compresa tra i 50 e i 64 anni, rispetto ai giovani, con 511 mila nuove assunzioni avviate a gennaio di cui 91mila per le persone più avanti con l'età e 'solo' 74 mila per gli under 24.

Se, da una parte, i più anziani risentono particolarmente dell’obbligo di rimanere a lavoro sempre più, a volte affaticati, stanchi e quasi impossibilitati a continuare a lavorare soprattutto se impiegati in determinate occupazioni più pesanti, i più giovani risentono di mancanza di occupazione, passivi nel dover accettare l’impossibilità di crearsi un futuro certo, sia da un punto di vista professionale sia da un punto di vista privato, senza considerare che gli stessi giovani rappresenterebbero la vera e grande risorsa su cui puntare per un rilancio dell’economia in generale attraverso una nuova spinta alla produttività e ai consumi.

Ma la situazione al momento è decisamente in stallo, le ultime notizie lo confermano e a cambiare le regole del gioco potrebbero essere solo quelle novità per le pensioni importanti, come quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza oneri, o anche novità per le pensioni di revisione dell’attuale sistema pensionistico, che però continuano ad essere rimandate perché, si dice, troppo costose. Tra quota 100 e quota 41 per tutti, i costi sarebbero rispettivamente di circa 7 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro. Eppure decine di miliardi di euro sono stati finora impiegati per l’introduzione di provvedimenti che si sono rivelati inutili e inefficaci a confronto dei grandi vantaggi che proprio le importanti novità per le pensioni avrebbero potuto e potrebbero in realtà portare tra:

  1. rilancio dell’occupazione giovanile;
  2. nuova spinta alla produttività, attraverso l’uso delle più moderne tecnologie appannaggio dei più giovani;
  3. nuova spinta ai consumi;
  4. risparmi da accumulare nel tempo, seppur nel lungo periodo.


 

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di Marianna Quatraro pubblicato il