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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 emergenze non affrontate

Emergenze ancora rimandate, sia di lungo periodo sia più tangibili: ultime notizie e ripercussioni su novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:15):  E' un esecutivo che fa fatica chiaramente ad andare avanti senza una maggioranza che lo sostiene e che èa rrivato al punto di non riuscire neppure ad affrontare le emergenze sia le più concrete che quelle delle novità per le pensioni e ulteriori iniziative nelle ultime notizie e ultimissime per una ripresa che avrebbe sostegno per prendere il via definitivamente.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): C'è preoccupazione, e anche tanta, per la scarsa prontezza dell'esecutivo, per le novità per le pensioni e oltre. Le incompiute sono tante ed è francamente difficile riuscire a comprendere l'assenza di risposte nelle ultime notizie e ultimissime, a dimostrazione di come le possibilità che questa guida possa garantire una svolta sono residuali se non nulle.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Lo stallo è praticamente totale e sulle novità per le pensioni è forse meglio non nutrire grandi attese. Perché, se come sembra nelle ultime notizie e ultimissime, neanche le emergenze sono state affrontate e risolte, allora ci sono tanti problemi. Di volontà a proseguire questa esperienza di guida del Paese, ma anche di capacità sufficienti per affrontare questo compito.

Restano in sospeso le grandi questioni, sono bloccate le iniziative urgenti che potrebbero servire da volano per un rilancio della crescita del nostro Paese e le ultime notizie confermano come anche le emergenze non vengano ormai più affrontate. Se fino a qualche tempo fa quanto meno le urgenze, o almeno alcune, venivano risolte, oggi la situazione sembra essere del tutto cambiata. E sempre in negativo, per cui le emergenze non vengono più affrontate e stiamo parlando tanto di emergenze di lungo corso, come lotta a corruzione ed evasione fiscale, tagli degli sprechi e novità per le pensioni, quanto delle emergenze più immediate e tangibili, come quelle relative al terremoto che mesi fa ormai ha colpito il centro Italia.

Le emergenze rimandate e conseguenze

Stando a quanto riportano, infatti, le ultime notizie, le promesse di una ricostruzione delle zone terremotate del Centro Italia sono state disattese: ancora pochissime le casette consegnate a fronte di tutti coloro che hanno visto cedere in frantumi la propria abitazione, ancora ritardo nelle opere di ristrutturazione, ancora nulla per la pulizia delle macerie che invadono i Paesi colpiti dal terremoto. Secondo le ultime notizie, sarebbe ancora per strada ben il 92% delle macerie, praticamente nulla sarebbe stato portato via.

In particolare, secondo le ultime notizie derivanti dalle stime, ci sarebbero ancora ben 2,3 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere: dallo scorso agosto, quando il primo terremoto distrusse Amatrice e Accumoli, ne sono state portate via meno dell’8%; nel Lazio hanno iniziato a novembre, portando via 98mila su un milione; in Umbria 3.700 su 100mila; in Abruzzo 10mila su 100mila; mentre, scandalosamente, nelle Marche le operazioni, diciamo, di ‘pulizia’ sono iniziate solo ad aprile, con una raccolta di macerie del solo 6,5% del totale.

Si tratta di situazioni e numeri che dimostrano, ancora una volta, come la farraginosa macchina italiana non funzioni: ogni volta si temporeggia, si rimanda, si promette ma non si mantiene, il problema è che nel caso di emergenze come questa del terremoto è davvero scandaloso non riuscire a risolvere un problema che, come ormai sappiamo, è noto a livello comunitario, per cui la stessa Comunità ci ha concesso soldi. Solo qualche giorno fa, infatti, come riportano le ultime notizie, la Comunità ha ufficialmente concesso ulteriori soldi al nostro Paese da impiegare per le opere di ricostruzione post calamità naturali, come i terremoti che hanno sconvolto il centro Italia nei mesi scorsi, e gli alluvioni.

La cifra totale stanziata dalla Comunità, secondo le ultime notizie, è compresa tra 1 e 3 miliardi di euro. E si tratta di una decisione che dimostra come non è vero che non ci sono soldi da impiegare per la soluzione dell’emergenza terremoto, così come si dice. Ed è la stessa ‘bugia’ che si dice da tempo per il continuano rimandare l’approvazione di novità per le pensioni. Ciò che è certo è che rimandare ed evitare le emergenze porta solo conseguenze negative perché non fa altro che rendere la vita dei cittadini sempre più complicata e peggiore.

Mancanza di soldi e volontà e ripercussioni su novità per le pensioni

Il grande problema, dunque, non è la mancanza di soldi, anche perché in più occasioni è stato dimostrato come volendo i soldi per alcuni interventi si riescono a recuperare anche quando non dovrebbero essercene. Basti ricordare gli oltre 20 miliardi di euro impiegati per l’introduzione della norma per l’occupazione approvata dal precedente esecutivo, o al budget stanziato per bonus considerati superflui e inutili come il bonus cultura per i maggiorenni. Il grande problema del nostro Paese è più la mancanza di volontà da parte del nostro mondo istituzionale  di intervenire su determinate questioni e risolvere determinate emergenze.

Ma ancora più la mancanza di competenza e professionalità che nel corso del tempo, come dimostrano anche le ultime notizie, ha portato a compiere diversi errori e a fare scelte di investimento errate. E si è trattato di investimenti che non hanno fatto altro che sottrarre denaro a interventi considerati decisamente più importanti ma sempre rimandati perché considerati troppo costosi, come appunto le novità per le pensioni. Sarebbe bastato investire, per esempio, i soldi impiegati per la nuova norma per l’occupazione in novità per le pensioni e il problema sarebbe stato risolto, con tutti i vantaggi di rilancio occupazionale, della produttività e in termini di risparmi (seppur nel lungo periodo). E forse qualcosa sarebbe anche avanzato,da poter usare anche per l’assegno universale. Ma la mancanza di competenza e l’errore hanno avuto il sopravvento e a fronte di circa 24 miliardi di euro usati per cambiare le regole occupazionale ne sarebbero bastati:

  1. circa 7 per la novità per le pensioni di quota 100;
  2. circa 5 per la novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza alcun onere;
  3. circa 10 per l’introduzione dell’assegno universale.  

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di Marianna Quatraro pubblicato il