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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tra conferme, incertezze e assenze nei tre iter economici

Misure da aspettarsi nei nuovi iter economici, novità per le pensioni incerte e ultime notizie su strategie reali da attuare

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:30): Spazio alla revisione delle detrazioni fiscali e all'estensione dell'assegno universale nella prima bozza del nuovo iter economico accompagnata dal Piano strategico nazionale. Se le novità per le pensioni attese alla vigilia sono state confermate, l'attenzione si sposta adesso sul ddl liberalizzazioni e sulla chiusura delle tante partite aperte, tra cui quella degli atti ufficiali su quota 41 e mini pensioni. L'indeterminatezza sui tempi si sta trasformando, come da ultime e ultimissime notizie, in preoccupazione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Sembra allora certo che qualcosa sulle pensioni salterà fuori dai tre iter economici su cui è adesso impegnato l'esecutivo. Tra assegno universale e revisione delle detrazioni fiscali, le prospettive per le novità per le pensioni iniziano a scoprirsi interessanti, forse anche di più del progetto su mini pensioni e quota 41. E anzi, a preoccupare sono proprio le ultime e ultimissime notizie sui ritardi nell'introduzione di queste novità per le pensioni.

La contestuale presentazione dei diversi iter economici attesi a brevissimo ormai porta con sé momenti di grande incertezza sulle misure che essi conterranno, provvedimenti che dovrebbero essere volti ad un concreto rilancio dell’economia italiana e a soddisfare le richieste di correzioni arrivate al nostro Paese da parte della Comunità ma su cui, stando a quanto riportano le ultime notizie, vi è ancora grande caos. Le attese sono per:

  1. presentazione del nuovo documento economico e finanziario;
  2. presentazione del nuovo Pnr;
  3. presentazione delle misure correttive da 3,4 miliardi di euro alla comunità.

Le tre misure certamente presenti e impatto su novità per le pensioni

Nella grande incertezza delle misure che questi iter conterranno, vi è la certezza della presenza di almeno tre provvedimenti:

  1. assegno universale;
  2. Dl Liberalizzazioni;
  3. revisione delle detrazioni fiscali.

Partendo dall’assegno universale, le ultime notizie parlano di un suo inserimento sia nel documento economico-finanziario sia nel Pnr, modulato in maniera differente in entrambe: nel nuovo documento di programmazione economica, infatti, dovrebbe essere previsto un assegno universale per chi è rimasto senza occupazione ed è senza pensione, sul modello dell’attuale assegno previsto per i più indigenti; nel nuovo Pnr, invece, dovrebbe essere previsto un assegno universale per tutti, da finanziare dai proventi della revisione del catasto. L’intenzione di inserimento dell’assegno universale nei due iter economici e formulato in maniera differente rappresenterebbe il primo passo concreto verso effettivi cambiamenti che potrebbero poi coinvolgere anche le importanti novità per le pensioni.

Passando al Dl Liberalizzazioni, che si prepara a rientrare nel nuovo Pnr, come da tempo ormai sappiamo, dovrebbe prevedere una norma strettamente collegata alle novità per le pensioni per uscire prima ma soprattutto per coloro che aderisccono ai fondi pensione. La norma, infatti, prevede la possibilità di andare in pensione prima per tutti coloro che sono iscritti alle singole casse di categoria, come medici, avvocati, giornalisti, architetti, commercialisti ma nel caso in cui siano senza occupazione da lungo tempo. L’uscita prima sarà possibile attraverso il riscatto dei contributi maturati fino al momento della richiesta di pensione.

Per quanto riguarda, invece, la revisione delle detrazioni fiscali, misura che contribuirebbe ad avviare il percorso di divisione tra spesa assistenziale e spesa prettamente pensionistica, ancora non si sa se rientrerà nel nuovo Pnr o nel nuovo iter documento economico-finanziario, ma di certo si sa che servirà per recuperare nuove risorse economiche e per riportare equilibrio e che interesserà circa 400 detrazioni. Stando a quanto riportano le ultime notizie, il piano di revisione delle detrazioni fiscali non sarà applicato a tutti subito, ma interesserà in un primo momento le imprese, per poi passare alle famiglie, per cui però sarà effettuata in maniera selettiva considerando il valore Isee di ogni nucleo familiare. Anche in questo caso, si tratta di un provvedimenti che potrebbe avere impatti positivi sulle novità per le pensioni come quota 100 o quota 41 per tutti che, in un momento successivo, potrebbero anche essere attuate con l’impiego dei soldi, o parte di essi, derivanti proprio dalla revisione delle detrazioni.

L’assenza più grave e le incertezze negli iter economici

Grande assente, ma particolarmente attesa, dai nuovi iter economici quella revisione di spesa pubblica e sprechi sia di alcune tipologie di pensioni stesse, come baby pensioni, pensioni di invalidità, di guerra, sia di altri costi in generale che ancora una volta non sarà attuata concretamente, come già avvenuto negli anni scorsi, ma che, invece, dovrebbe rappresentare il primo punto di parte per un recupero di budget da impiegare in successivi altri importanti provvedimenti per tutti. Si era parlato, infatti, settimane fa di quei cambiamenti negativi, già proposti dall’ex consigliere di Palazzo Chigi e commissario per la revisione della spesa pubblica, che sarebbero stati importanti ma ancora una volta caduti nel dimenticatoio. E insieme a questa grande assenza, vi sono anche diverse incertezze da considerare.

A fronte, infatti, di nuovi investimenti per opere pubbliche, piano privatizzazioni e assegno universale, vi sono misure che alcuni auspicano di inserire nei nuovi iter economici mentre da altri vengono respinti. Si tratta di misure come:

  1. revisione del catasto;
  2. estensione della fatturazione elettronica per tutti, per combattere l’evasione fiscale e che avrebbe permesso di recuperare ben 41 miliardi di euro;
  3. aumento dell’Iva;
  4. aumento delle imposte ingenerale, che però la maggioranza attuale non vuole per non perdere consensi in vista di nuove elezioni politiche vicine;
  5. novità per le pensioni;
  6. il taglio delle imposte sull’occupazione.

In riferimento a quest’ultima misura, gli orientamenti sarebbero quelli di preferirlo, per il momento,a novità per le pensioni per il rilancio dell’occupazione. Ma restano dei dubbi da chiarire, a parte su costo della misura, che sarebbe di 15 miliardi di euro circa, decisamente tanto, anche rispetto a novità per le pensioni di quota 100 e di quota 41 per tutti, per cui servirebbero rispettivamente circa 7 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro, ma anche su entità del taglio che, stando alle ultime notizie, sarebbe effettivamente conveniente solo se fosse di 10 punti e non meno.

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di Marianna Quatraro pubblicato il