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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 da Philips, Draghi, Visco

Le ultime posizioni di Phillips, Visco, Draghi su ultime notizie economiche di Italia, prospettive e conseguenze per novità per le pensioni

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:30): Lo stesso fatto che è anche da soggetti differenti si arrivi alla stessa conclusione ovvero che è molto urgente la necessità di andare oltre a questa stasi nelle ultime notizie e ultimissime e di procedere con le iniziative necessarie in modo rapido, fa capire l'importanza. Anche perchè tutti o quasi non solo concordano su questa necessità, ma anche sulle priorità che servirebbero anche per il rilancio delle novità per le pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01):  Il quadro generale è sempre più complesso e da più parti si richiedono iniziative per andare al di là delle difficoltà e delle difficile previsioni nelle ultime notizie e ultimissime. E una della paura è anche una situazione di stallo delle decisioni all'interno della quale potrebbe rientrare le novità per le pensioni

Dall’ambasciatore americano Phillips, al governatore di Bankitalia Visco, al presidente della Bce Draghi, da ogni parte giungono richiami al nostro Paese, perché si impegni a ridurre il debito pubblico che, in caso contrario, non lascerebbe margini di intervento per l’attuazione di quei provvedimenti necessari per il rilancio della crescita economica italiana.

Le ultime posizioni dell’ambasciatore Phillips e impatto su novità per le pensioni

Il primo a prevede scenari piuttosto negativi per l’Italia dei prossimi anni è stato l’ambasciatore americano a Roma John Phillips, che già lo scorso anno, diceva che continuando ad andare avanti così come sta facendo attualmente, l’Italia non riuscirà da un punto di vista economico a tornare ai livelli pre-crisi prima del 2025. Stando a questa previsione, si preannuncerebbero anni di vuoto e difficoltà anche per i cittadini, che andrebbero a definire una situazione davvero grave. La necessità sarebbe quella di intervenire con riforme importanti e strutturali per sostenere lo sviluppo del Paese, partendo però dall’urgenza di riduzione di un debito pubblico che continua purtroppo a salire. Senza questo presupposto difficilmente si potrà andare avanti con la realizzazione di importanti provvedimenti per cui servirebbero soldi ingenti, a partire dalle stesse novità per le pensioni tanto richieste.

Le ultime affermazioni di Visco e conseguenze per novità per le pensioni

Ha affermato di essere molto preoccupato per come stanno andando le cose in Italia anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che ha parlato della necessità di raggiungere un solida unione economica e a livello comunitario per evitare ulteriore instabilità e di ridurre il debito pubblico del nostro Paese, che a gennaio è arrivato a 2.250,4 miliardi, in aumento di 32,7 miliardi. Ridurre il debito pubblico è necessario per riuscire ad attuale gli importanti provvedimenti al vaglio, novità per le pensioni comprese, per cui servono soldi se si vuol davvero andare avanti con ulteriori novità per le pensioni come quota 100 o quota 41, decisamente più profonde e costose delle attuali novità per le pensioni che si stanno portando avanti di mini pensione e quota 41.

Le ultime posizioni di Draghi e impatto su novità per le pensioni

La spinta alla possibilità di definizione di diverse nuove misure per la crescita, novità per le pensioni comprese, sarebbe arrivata dal presidente della Bce, Mario Draghi, che solo qualche giorno fa ha deciso di lasciare i tassi invariati, mantenendoli al minimo dunque, e continuando a sostenere la politica monetaria di aiuti. Drgahi ha, inoltre, affermato di voler puntare sull'innovazione per dare nuova spinta alla produttività dei Paesi comunitari: tutto si baserebbe sulla diffusione delle tecnologie e anche questo obiettivo sembra richiamare in Italia la necessità di approvazione di novità per le pensioni come quota 100 o quota 41 per tutti che permetterebbero di avviare quel ricambio generazionale necessario per permettere ai giovani di oggi, la maggior senza occupazione, di entrare nel mondo del lavoro, al posto dei lavoratori più anziani, rilanciando così l’occupazione giovanile e quella produttività che deriva proprio dai giovani che hanno maggiori competenze tecnologiche oggi indispensabili.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il