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Riforma pensioni: Camusso propone correttivi per chi ha lavorato in modo discontinuo

Gli sforzi inutili per introdurre novità per le pensioni tra colpe proprie e mancate risposte dell'esecutivo in un clima certamente più positivo rispetto al passato.

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L'attuale riforma delle pensioni, studiata per garantire una sostenibilità del sistema pensionistico, dopo anni dalla sua applicazione mostra i vari problemi, soprattutto di poca flessibilità rispetto a molte categorie di lavoratori. Per la Camusso, da prendere in considerazione, sono anche quelli che non hanno avuto una carriera lavorativa continuativa ma chi nell'arco della sua vita ha perso più volte il posto di lavoro (aggiornamento 10:01)

Nonostante la recente notizia della crescita del PIL maggiore di quanto previsto, le possibilità di una completa revisione della riforma delle pensioni è piuttosto lontana. Tuttavia sono in molti, compresa la Camusso, a voler interventi mirati su determinate fasce di lavoratori. Nel suo caso bisogna considerare chi nella sua carriera lavorativa abbia lavorato in modo discontinuo. (aggiornamento 12:01)

Senza dubbio le principali responsabilità per quanto non fatto sulle novità per le pensioni e per le conseguenze non proprio esaltanti per quanto fatto, appartengono all'esecutivo. Tuttavia non si può fare a meno di rilevare come sia mancati contributi attesi e importanti, proprio quando si registra un positivo atteggiamento di incitamento su una riforma delle pensioni da parte delle istituzioni oltre confine.

Le ultime posizioni di Jens Arnold sulla riforma delle pensioni e conseguenze

Cosa ci sarebbe da cambiare sulla riforma delle pensioni. Molto, moltissimo, come la cancellazione di restrizioni per smettere anzitempo o la revisione delle imposte sulle pensioni, soprattutto se comparate con quanto accade al di fuori dei confini nazionali. Ma anche l'introduzione dell'assegno universale o di una pensione base a una certa età.

Tutte proposte che, con i dovuti accorgimenti e le necessarie rassicurazioni, che trovano terreno fertile perfino dalle parti dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Ma il suo dirigente Jens Arnold invita ad andare ben oltre e a non accontentarsi dei miglioramenti e dei passi in avanti registrati. Perché negli obiettivi progettuali, argomenta, devono rientrare anche il rilancio della ricerca, dell'innovazione e delle attività, magari facendo riferimento alle opportunità offerte dalle novità per le pensioni stesse. Il problema è sempre il solito: il rischio che questo esecutivo non colga il clima favorevole e sprechi l'occasione per intervenire e rimettere il Paese sui binari della ripresa con il beneplacito delle istituzioni oltre confine.

Le recenti posizioni di Susanna Camusso

Inutile negarlo: l'azione dei rappresentanti dei dipendenti sulle novità per le pensioni si è rivelata per molti versi deludente. C'è stato un periodo in cui si erano perse le tracce. E nella trattativa con l'esecutivo conclusa con l'introduzione delle mini pensioni, con o senza oneri, e di quota 41, il loro apporto è stato limitato. O comunque al di sotto delle aspettative. La stessa leader Susanna Camusso lo sa benissimo e tenta adesso di riscattarsi chiedono risposte serie in vista dell'avvio di quell'iter che sarà l'ultimo per questo esecutivo.

Le coordinate seguite sono tre. La prima è la revisione delle attese vita della riforma delle pensioni. La seconda è quella di prevedere facilitazioni per i ragazzi impossibilitati a entrare nel mondo delle attività. La terza richiesta sul terreno delle novità per le pensioni è di introdurre elementi correttivi sul funzionamento del sistema delle pensioni in grado di assicurare un trattamento adeguato e dignitoso anche a chi svolge e ha svolto attività saltuarie, discontinue, con retribuzioni basse o è entrato tardi nel mercato dell'occupazione. Da associare alla revisione delle regole sui mestiere faticosi poiché le attività non sono tutti uguali.

Le ultime affermazioni di Tito Boeri e impatto su novità per le pensioni

Se c'è poi una figura che più di altre si è spesa per cercare di introdurre novità nella riforma delle pensioni, è senza dubbio Tito Boeri, presidente dello stesso organismo pensioni. La sua azione non si è rivelata troppo efficace perché - sostengono gli osservatori - è andato a ficcare il naso laddove non avrebbe dovuto. In pratica ha messo in discussione privilegi acquisiti da tempo e posizioni di rendita, senza guardare in faccia nessuno. Perfino il trattamento riservato ai rappresentanti dei dipendenti, evidentemente differente da quello dei cittadini comuni, è stato oggetto di discussione.

A incidere sono state anche le posizioni di privilegio di cui hanno goduto e continuano a godere gli esponenti istituzionali. In pratica percepiscono assegni di importo ben superiore rispetto ai contributi effettivamente versati. E considerando le cifre degli assegni e il loro alto numero, è facile immaginare l'impatto per le casse dell'INPS. Non solo, ma si segnalano anche le novità per le pensioni interne. Quelle cioè che hanno riguardato l'organizzazione dello stesso organismo. E anche in questo caso Boeri si è fatto più nemici che amici.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il