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Riforma pensioni, sembrano divisi sindacati su Ape Volontaria, quota 100, aspettative di vita, Quota 41

Posizioni dei sindacati su novità per le pensioni in vista: situazione attuale, cambiamenti, proposte e prospettive

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Sta lentamente calando il sipario sulle novità per le pensioni e tutto quel carico di novità per le pensioni che ha portato con sé. Il capitolo conclusivo non è stato ancora scritto, ma un primo bilancio è tracciabile nelle ultime notizie e ultimissime e riguarda i sindacati. I rappresentanti della classe lavorativa si sono presentati quasi sempre disuniti nei modi e nelle pretese agli appuntamenti che contavano. (aggiornamento ore 22:01)

Sono diversi i capitoli ancora aperti relativi alle novità per le pensioni da definire, diverse le discussioni da portare avanti su diverse questioni, dalla richiesta di modifica del sistema delle aspettative di vita, a novità per le pensioni profonde di quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere, a miglioramenti ed estensioni delle ultime modifiche pensionistiche approvate di ape social a ape volontaria per precoci e usuranti. L’attesa è capire quali novità per le pensioni saranno inserite nella prossima manovra finanziaria che, però, al momento, stando a quanto riportano le ultime notizie, a parte cambiamenti per le pensioni delle donne, con possibile proroga dell’opzione donna o una speciale ape social solo per il mondo femminile, non dovrebbe prevedere ulteriori novità.  

Posizioni dei sindacati su novità per le pensioni

Dal Dicastero dell’Economia, il ministro Padoan e il viceministro Morando sono ancora sulla convinta posizione, già espressa tempo fa, di non voler assolutamente modificare il sistema delle aspettative di vita, che quindi senza alcuna modifica porterebbero, dal prossimo gennaio 2019 , l’età pensionabile a salire dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni età pensionabile. D’altro canto, però, vi sono altre personalità dell’esecutivo, come il presidente del Comitato ristretto per le pensioni, Cesare Damiano che, insieme ad altre personalità, come Maurizio Sacconi, vorrebbe invece cambiare la situazione e andare verso una totale revisione del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. E poi ci sono i sindacati che, dal canto loro, sulla questione aspettative di vita sono sempre stati uniti nel chiedere il congelamento delle stesse aspettative di vita, con eventuali successive novità per le pensioni e sistemi da definire in base alle differenti tipologie di attività che si svolgono, così come miglioramenti per ape volontaria e social e quota 41 ad essa collegata e per l’opzione donna.

Ma, secondo quanto riportano le ultime notizie, sembra che le posizioni dei sindacati, ad oggi, stando a diversi interventi registrati da esponenti della Cgil, siano cambiate sulle aspettative di vita che potrebbero essere lasciate esattamente così come sono senza esser più congelate ma virando verso la definizione di ulteriori sistemi che permettano, però, di uscire prima. L’attesa, sempre da parte dei sindacati stessi, resta poi per capire quali ulteriori miglioramenti potranno essere apportati alle ultime novità approvate di ape volontaria, soprattutto in riferimento a determinate categorie di persone come disoccupati, precoci e usuranti che non rientrano nell’ape social per mancanza dei requisiti da quest’ultima richiesta.

Ulteriori novità per le pensioni che potrebbero essere ancora discusse

Tutto è, dunque, ancora piuttosto molto incerto e confuso e nulla si dice ancora nemmeno sulla cosiddetta seconda fase di analisi di analisi di ulteriori novità per le pensioni che, proprio per richiesta dei sindacati, avrebbe dovuta concentrarsi su revisione del sistema delle aspettative, modifiche per le pensioni dei ragazzi; novità per le pensioni per Ape social e quota 41 per le donne, considerando la possibilità di riconoscimento di bonus contributivi per l’Ape social, per permettere di anticipare il pensionamento, da riconoscere per i periodi di cura, assistenza e maternità e che servirebbe per ristabilire equità di genere previdenziale.

Resta, poi, da considerare l’opzione di attuazione della novità per le pensioni di quota 100, quella che secondo i più rappresenta la migliore soluzione pensionistica per tutti ma che continua ad essere rimandata soprattutto, stando a quanto si dice, per una scarsa disponibilità di risorse economiche, considerando che per la sua approvazione, secondo le stime, sarebbe richiesta una somma tra i 7 e i 10 miliardi di euro, cifra di cui lo Stato non dispone ma che, volendo, avrebbe potuto benissimo reperire, esattamente come fatto per l’attuazione di altri piani miliardari attuati, come quello per il salvataggio degli istituti di credito in difficoltà.

E’, però, sempre mancata anche la volontà politica di portare effettivamente avanti importanti novità per le pensioni. Si parlava poi, fino a qualche tempo fa, anche del sistema inedito di uscita prima a 62 anni per gli iscritti a fondi di categoria, ennesima novità per le pensioni che sarebbe ancora una volta limitata a determinate persone e non valida per tutti di prepensionamento. Bisognerà ora capire se effettivamente l’apertura dell’esecutivo nei confronti di questo sistema di concretizzerà e qualcosa sarà davvero fatto in merito.

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di Marianna Quatraro pubblicato il