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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, statali, polizia, vigili, forze dell'ordine: Ue timore ed emendamenti speranza

Ci saranno anche le commissioni parlamentari a occuparsene non appena inizieranno i lavori degli organismi parlamentari di scrittura degli emendamenti.

Rinnovo contratti dipendenti pubblici, s


Sul tavolo c'è un rinnovo di contratto del pubblico impiego che si trascina da 7 anni e con interessanti prospettive per le forze dell'ordine. Il punto è che Bruxelles sta leggendo il testo della legge di Bilancio lasciando trapelare le sue perplessità. Come si tradurrà questo malcontento nella versione finale del documento resta tutto da scoprire. Il tutto mentre ci saranno anche le commissioni parlamentari a occuparsene non appena inizieranno i lavori degli organismi parlamentari di scrittura degli emendamenti. C'è poi un fronte interno da affrontare, considerano che sigle sindacali di categorie accusano il governo di promettere e di non mantenere.

Se i 300 milioni di euro venivano considerati una cifra simbolica, i 900 milioni di euro stanziati con la legge di Bilancio sono ritenuti del tutto insufficiente. E nel frattempo - è la seconda accusa - "nessun tavolo di confronto e nessun progetto per professionalità, produttività, innovazione dei servizi". A loro dire, il contratto è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici che aspettano da sette anni ed è "l'unico strumento per dare alle persone servizi di qualità, più avanzati, più vicini ai bisogni. Questo chiedono i lavoratori pubblici per il proprio lavoro e per le comunità, ma evidentemente al governo non interessa".

Il governo è nel frattempo a lavoro anche su due provvedimenti attuativi del testo unico sulle partecipate: quello sui criteri per la definizione dei consiglio di amministrazione (posto che la regola è l'amministratore unico) e l'altro relativo alla messa a punto delle liste di mobilità, per gli esuberi derivanti dalla razionalizzazione. Come noto dalle novità sono escluse le società quotate, con qualche altra eccezione. Non finisce però qui, il decreto, a firma del Ministero dell'Economia, dovrà anche stabilire "i criteri di determinazione della parte variabile della remunerazione, commisurata ai risultati di bilancio raggiunti dalla società".

Inoltre dovrà chiarire che "la parte variabile non può essere corrisposta" nei casi di conti in rosso per responsabilità dell'amministratore. Intanto il ministro per la Funzione Pubblica Marianna Madia assicura che nel provvedimento sui servizi pubblici locali, gemello di quello sulle partecipate, la "volontà del referendum" sull'acqua come bene pubblico è rispettata. "Nessuno potrà fare profitti con l'acqua", garantisce. E per evitare ogni fraintendimento ribadisce lo stralcio di "qualsiasi riferimento al servizio idrico dal decreto". Il testo ha appena ricevuto i pareri parlamentari: via libera condizionati, sia per Camera che Senato, a diversi paletti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il