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Rinnovo contratti dipendenti pubblici, statali: novità questa settimana

In attesa allora dell'accordo sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, c'è l'intesa sugli statali furbetti.

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Statali: regole nuove più rigide



AGGIORNAMENTO: Sul rinnovo dei contratti non ci sono novità di rilievo. L'intesa sui decreti Madia bis per partecipate e statali furbetti ha contrbuito a sanare la ferita aperta dalla sentenza dell'Alta Corte che ha imposto l'accordo con Regioni e Comuni. Nessuna modifica per i licenziamenti lampo mentre qualcosa dovrebbe cambiare per le società pubbliche. 

Anche negli ultimi sette giorni la questione del rinnovo del contratto degli statali è stata solo sfiorata. Preso dal varo del Documento di economia e finanza e da una Comunità sempre più severa e pressante sulla gestione del denaro pubblico e le scelte di spesa, l'esecutivo non riesce ad affondare sull'aumento dello stipendio degli statali. Ma si tratta solo di impedimenti di carattere economico oppure, come è lecito pensare, ci sono anche ragioni di carattere politico? Si attenderà la prossima tornata elettorale per rinnovare i contratti?

Pubblica amministrazione, intanto arrivano le prime intese

In attesa allora dell'accordo sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, c'è l'intesa sui decreti Madia bis per partecipate e statali furbetti. Si sana così la ferita aperta dalla sentenza dell'Alta Corte che ha imposto l'accordo con Regioni e Comuni. Nessuna modifica per i licenziamenti lampo, qualcosa invece cambia per le società pubbliche. E tra le novità spunta un altro allungamento dei tempi per i piani sulla sforbiciata, da giugno a settembre. Tre mesi in più chiesti dagli enti. Ma l'aggiustamento dal potenziale più rilevante sta nella possibilità di concorrere a gare senza confini di sorta. L'unico vincolo è non avere bilanci in rosso.

E non si stratta dell'unico aspetto normato. Sempre per venire incontro alle istanze dei territori, i casinò vengono esclusi dalla scure. Resta confermato l'abbassamento della soglia minima di fatturato. Stretto il patto si tira un sospiro di sollievo da ambo le parti. C'è soddisfazione, nonostante le complicazioni subentrate dopo l'emanazione della sentenza dell'Alta Corte, dice il sottosegretario alla Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, stigmatizzando il fatto che in occasioni come questa sembra sia il Parlamento a doversi adeguare a decisioni prese in altre sedi. I Comuni incassano il via libera sul punto a cui più tenevano.

La prima fondamentale garanzia ottenuta sta nel dare alle società l'opportunità di prendere parte a gare fuori dal territorio per bandi di carattere economico generale, spiega il vice presidente dell'Anci, Una possibilità che però viene offerta solo alle partecipate che non risultano in perdita, altrimenti si scaricherebbero i buchi sui cittadini. D'altra parte una società anche attiva in un servizio pubblico, non in affidamento, deve chiudere se in deficit in quattro degli ultimi cinque anni. Si tratterebbe di imprese pure, sprone per un capitalismo municipale che sembra voglia emergere. Fino a ieri, la versione del decreto impediva le gare extra-territoriali, intervenendo su una situazione di vuoto normativo.

In generale, per arrivare al 2019 con la soglia di fatturato utile per la sopravvivenza ci si dovrà dare da fare e la strada più rapida sono le fusioni. Centinaia di accorpamenti, visto che, dice l'Anci, la maggior parte delle società si trova proprio tra i 500.000 euro e un milione. L'altra gamba dell'intesa ha riguardato i furbetti, per cui si torna a parlare di impronte digitali, tanto che c'è una proposta alla Camera.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il