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Sblocco statali rinnovo, aumento stipendi pubblico, docenti, forze dell'ordine, polizia: misure in bilancio 2017 ufficiali

La partita del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici è tutt'altro che conclusa e potenzialmente è anche a rischio.

Sblocco statali rinnovo, aumento stipend

Sblocco pubblico, aumento stipendi docenti



AGGIORNAMENTO: L'incertezza politica di questi ultimi giorni ha avuto delle ripercussioni anche sullo sblocco dei contratti del pubblico impiego. La vicenda dovrebbe essere però chiusa entro febbraio. La buona notizia per le forze dell'ordine è che il bonus di ottanta euro dovrebbe essere confermato.

Quello della pubblica amministrazione tra rinnovo del contratto degli statali, aumento degli stipendi allargato anche ai docenti, sblocco delle assunzioni nel comparto delle forze dell'ordine, è tra i più complessi. Il Bilancio 2017 crea un fondo unico per il pubblico impiego con lo stanziamento di 1,48 miliardi di euro nel 2017 e 1,93 miliardi di euro a partire dal 2018. Il fondo, che fa suo anche i 300 milioni di euro stanziati l'anno scorso in legge di stabilità, deve finanziare il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, il rinnovo del bonus da 80 euro per militari e forze dell'ordine in vista della riordino delle loro carriere e le stabilizzazioni. Prevista poi la proroga di un anno per le graduatorie.

Il problema è che, trovati i fondi complessivi, raggiunta l'intesa con le forze sociali, il rinnovo dei contratti pubblici ha bisogno dell'indicazione puntuale delle risorse a questa voce e di una ridefinizione delle regole sul rapporto di lavoro. Più facile a dirsi che a farsi alla luce della necessità di trovare una nuova maggioranza che si limiterà a gestire l'ordinario in attesa di nuove elezioni. Insomma, la partita è tutt'altro che conclusa e potenzialmente è anche a rischio.

A proposito di forze dell'ordine, a beneficiare del nuovo bonus di 80 euro in busta paga saranno ancora una volta gli appartenenti a Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto.

Intanto è arrivato però anche il grido d'allarme delle Province. Con i tagli subiti si rischierebbe l'interruzione dell'erogazione dei servizi essenziali ai cittadini. Non usa mezze parole Achille Variati, presidente dell'Unione delle Province d'Italia, per spiegare al capo dello Stato come le Province, che con la vittoria del no al referendum rimangono incardinate nella struttura costituzionale della Repubblica, sono allo stremo dopo i tagli che dal 2015, con la riforma Delrio, hanno tolto loro rispettivamente 650 milioni di euro, un miliardo e 300 milioni di euro quest'anno e un miliardo e 950 milioni nel 2017. Variati ha spiegato di aver scritto al capo dello Stato una lettera disperata: dal primo gennaio 2017, se non cambieranno le cose, "tutte le Province andranno in dissesto".

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di Chiara Compagnucci pubblicato il