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Gli stipendi italiani confrontati con quelli di altre 30 nazioni

Un rapporto dell'Ocse mette a confronto le retribuzioni lorde annuali e il peso del fisco sulle buste paga dei lavoratori dipendenti di 30 principali paesi industrializzati



Un rapporto dell'Ocse mette a confronto le retribuzioni lorde annuali e il peso del  fisco sulle buste paga dei lavoratori dipendenti di 30 principali paesi industrializzati. Nella classifica dei paesi industrializzati gli stipendi italiani si piazzano al diciassettesimo posto. Al primo posto della classifica c'è Australia con 30.477 euro (37.396 dollari). Lo stipendio è più alto del 39% rispetto a quello italiano.Secondo posto per la Danimarca dove si guadagnano in media 30.353 euro (37.243 dollari), ben 8.400 euro in più rispetto all?Italia. I tedeschi sono terzi in classifica con 28.916 euro di stipendio lordo (35.480 dollari).

Ciò che si evince è un quadro non molto confortante per i lavoratori italiani, infatti  Lo stipendio degli italiani è più leggero - secondo il rapporto Ocse - anche di quello dei coreani, che incassano 27.400 euro e sono ottavi in classifica. Fuori da Eurolandia ad avere uno stipendio più ricco di quello degli italiani sono anche i britannici (25.221 euro, il 15% più del reddito tricolore), gli statunitensi (27.269 euro) e i giapponesi (24.429 euro).Tra i paesi che utilizzano l'euro, gli stipendi italiani, a parità di potere d'acquisto, sono a metà classifica. I lavoratori italiani guadagnano meno dei belgi (che con 28.207 euro sono quarti nella classifica generale), norvegesi (27.502 euro) e lussemburghesi (26.791 euro). Più basse rispetto agli italiani le buste paga dei francesi, che guadagnano circa il 9% in meno (19.881 euro), degli spagnoli (17.471 euro, - 20% rispetto agli italiani) e i greci (12.627 euro, -42%).

A prendere la busta più leggera sono i lavoratori slovacchi. Il loro reddito lordo è di 7.362 euro, poco più di un terzo in confronto a quello degli italiani. Subito dopo vi sono i messicani (7.577 euro), gli ungheresi (7.594 euro) e i portoghesi (9.885 euro). In compenso però in Italia cresce nelle aziende e nella Pubblica Amministrazione la fiducia nelle donne top manager. Secondo l'indagine, ora le donne sono circa il 24% del totale, rispetto al 18% di 5 anni fa e nel 2005 la quota è destinata a salire al 25%. Ma il nostro Paese resta ancora indietro nella classifica internazionale dei dirigenti “rosa”.Questo perché le donne hanno in genere un ottimo curriculum di studi e uniscono alle doti professionali un tocco di sensibilità tipicamente femminile.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il