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Acqua rubinetto potabile e acqua minerale in bottiglia a rischio. Fibre plastiche e non solo

Fino a che punto occorre essere preoccupati per il rinvenimento di tracce di fibre di plastica nell'acqua corrente? A cosa stare attenti?

Acqua rubinetto potabile e acqua mineral

Acqua del rubinetto potabile



Che non vivessimo in un mondo capace di preoccuparsi della salute degli esseri umani quanto di quella degli aspetti economici era risaputo. Ma arrivare al punto che bere dalle bottiglie di acqua minerale potesse costituire un pericolo per la salute pubblica, come diversi studi hanno dimostrato, rappresenta un vero e proprio punto di non ritorno.

L'allarme è stato ufficialmente lanciato ed è ormai difficile tornare sui propri passi. Perfino l'acqua del rubinetto è a rischio contaminazione per la troppa plastica che galleggia (nel migliore dei casi) su corsi d'acqua e mari. E se le fibre di plastica finiscono nell'acqua corrente portando con sé sostanze chimiche tossiche, allora non possono dirsi al sicuro neanche gli alimenti preparati con l'acqua. Il pane e la pasta, ad esempio, ma anche la stessa acqua minerale. Per ora siamo nella fase dei timori: potrebbero fare male, ma non si sa.

Quali sono le fonti nascoste di microplastica?

Non esiste una definizione ufficiale di microplastica, ma comunemente con questo termine si intendono i frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri. Siamo in grado di identificare con certezza particelle fino a dimensioni di pochi micrometri (millesimi di millimetro). Un capello misura 10-200 micrometri. In ogni caso, fonti nascoste di microplastica sono

  1. Fibre sintetiche nel bucato
  2. Polveri di pneumatico
  3. Vernici
  4. Microplastiche secondarie
  5. Fibre sintetiche nell'aria
  6. Micro-perle

I vestiti in pile, acrilico e poliestere rilasciano a ogni lavaggio migliaia di fibre microscopiche. Si calcola che ogni anno si riversino così nelle acque reflue circa un milione di tonnellate di fibre. La polvere degli pneumatici finisce negli scarichi e da lì in corsi d'acqua, fiumi e oceani. Ogni 100 chilometri percorsi, automobili e camion ne disperdono più di 20 grammi ciascuno. Polveri della vernice usata per segnaletica stradale, imbarcazioni e abitazioni contribuiscono per più del 10 per cento all’inquinamento da microplastiche degli oceani. Sono almeno otto milioni le tonnellate di residui plastici che si riversano ogni anno negli oceani, nei fiumi e nei laghi del pianeta. Disgregandosi entrano nella catena alimentare marina e umana. Uno studio del 2015 ha appurato che ogni anno finiscono nell'aria delle città tra le tre e le dieci tonnellate delle ibre sintetiche prodotte dallo sfregamento degli arti quando si cammina. Nel 2015 i corsi d'acqua degli Stati Uniti sono stati inquinati da ottomila miliardi di micro-perle, vietate negli Usa e in Canada nei prodotti per la pulizia della pelle e in alcuni cosmetici.

Come tenere la plastica lontana dal ciclo dell'acqua?

Nell'83% dei 159 campioni di acqua potabile prelevati in tutto il mondo, come riferisce il quotidiano la Repubblica, Orb Media ha trovato tracce di microplastica. Nella maggior parte dei casi è materiale derivato dalla lavorazione del petrolio. I numeri sono da record: sono risultati contaminati il 94% dei campioni statunitensi e il 72% di quelli europei. Ma Come tenere la plastica lontana dal ciclo dell'acqua?

  1. Non utilizzare sacchetti di plastica
  2. Stop alle cannucce
  3. Lasciare per un po' nel cassetto i pile
  4. Igiene orale
  5. Portare con sé una bottiglia personale
  6. Farsi dare un passaggio

L'utilizzo medio di un sacchetto di plastica è di circa 12 minuti, ma può resistere fino a 500 anni nell'acqua degli oceani. Quando si va a fare la spesa meglio usare borse riutilizzabili. Ogni giorno nel mondo si utilizzano circa un miliardo di cannucce di plastica che poi finiscono nella spazzatura. Rinunciare alla cannuccia o procurarsene una di metallo da portare sempre dietro e utilizzare più volte. In un unico lavaggio, una giacca di pile può perdere fino a 1900 fibre sintetiche, che finiscono per saturare aria, acqua e suolo. Lavare i capi sintetici meno frequentemente e con cicli delicati. Dopo aver usato lo spazzolino da denti, in genere lo si butta nell'apposito contenitore affinché sia riciclato, ma non ci sono garanzie che così avvenga. Usare spazzolini da denti in materiali alternativi come bambù o legno. Un'unica bottiglia di plastica da un litro può frantumarsi in pezzetti microscopici in grado di ricoprire fino a 1.600 metri di costa. Usare bottiglie di vetro. Mettere la vernice nel barattolo Le vernici acriliche e in lattice sono plastica allo stato liquido con aggiunta di pigmenti. Gli esperti suggeriscono di aggiungere sapone neutro a un po' di acqua calda in un barattolo in vetro e di pulirvi il pennello. Per poi disfarsi dell'acqua di risciacquo del barattolo in discarica. Ogni anno nel mondo si producono circa due miliardi di pneumatici. La polvere di pneumatico finisce nei corsi d'acqua e da lì negli oceani. Per ridurla, puntare sul car sharing o utilizzare i mezzi pubblici.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il