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Cannabis light, si può comprare nelle città italiane dove è in vendita tra scontri e successo

Cresce il successo della Cannabis light senza Thc, ma adesso i Nuclei Antisofisticazione e Sanità dei carabinieri voglioni vederci chiaro. Il futuro è a un bivio.

Cannabis light, si può comprare nelle ci

Cannabis light: successo di vendita



Affinché possa essere legale, il principio attivo non deve raggiungere la soglia dello 0,2 per cento. Il problema è caso mai un altro ovvero le modalità di illustrazione e di promozione della cannabis light. Prime reazioni positive, anche se non sono mancati gli scontri, sulla cosiddetta cannabis light, la prima legalizzazione se si può chiamare in quetso modo della marijuana.

Sono i numeri a svelare come questa di Easyjoint sia una iniziativa di successo. Non ci sono indicazioni ufficiali e incontestabili, tuttavia l'ideatore del barattolo contenente infiorescenze di trinciato di canapa pronte da fumare non nasconde il suo entusiasmo e i controlli in corso dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità dei carabinieri starebbero a dimostrare come intorno a questo fenomeno stia crescendo l'interesse dei clienti. Stiamo parlano della cosiddetta cannabis light, considerato il prodotto del momento. Il segreto? La quasi totale assenza del principio attivo, il cosiddetto Thc (tetraidrocannabinolo), che di fatto farebbe muovere Easyjoint nel solco della completa legalità. La vendita dell'infiorescenza non è infatti formalmente proibita e la stessa normativa appare piuttosto balbettante in materia.

Perché i controlli dei Nas sulla cannabis light

Il progetto Easyjoint sta prendendo piede anche in Italia ed è stato proprio l'attivista Luca Marola, titolare di Canapaio Ducale a Parma, a rivelare come i Nas vogliano vederci chiaro. Ma non si tratterebbe, ci tiene a far presente, di controlli a scopo persecutorio, bensì di verifica della liceità del prodotto. Affinché possa essere legale, il principio attivo non deve raggiungere la soglia dello 0,2 per cento. Il problema è caso mai un altro ovvero le modalità di illustrazione e di promozione della cannabis light. In buona sostanza la sua commercializzazione. A tal proposito, Easyjoint non è acquistabile dai minori, anche se non esiste una disposizione che ne impedisca la vendita.

Cannabis light: successo di vendita nelle città italiane

Proprio la legalità è una delle ragioni per cui un numero sempre maggiore di clienti si starebbe avvicinando a Easyjoint. Stando ai rivenditori italiani, il prodotto non ha effetti psicotropi e non appare nei tester. La spedizioni della cannabis light (occorre proceder via web) avviene poi in buste o pacchi standard che riportano sulla confezione solo il vostro indirizzo e la ragione sociale di Easyjoint, così da garantire l'anonimato in un'epoca di maldicenze e sospetti. Come argomentano i rivenditori, pur essendo il prodotto legale preferiscono che sia il destinatario decidere se rendere pubblico il contenuto del pacco.

La distribuzione non è di massa: nonostante la domanda, l'offerta procede a ritmi sostenibili. La modalità di acquisto è infatti limitata a una confezione per ordine. La stessa vendita via web attraverso la piattaforma di ecommerce procede a scatti per consentire di evadere gli ordini con efficienza, senza errori e confusioni. Il prezzo varia a seconda delle qualità della cannabis light scelta dal consumatore.

Curarsi con la cannabis

Ben diverso è il caso della cura con i cannabinoidi che, si precisa, non vuol dire farsi uno spinello. Il ventaglio delle possibilità dell'uso terapeutico del Thc va dal controllo del dolore cronico neuropatico associato a sclerosi multipla alle infiammazioni, dall'artrite reumatoide al controllo di alcune spasticità croniche, dalla cura del glaucoma alla terapia del dolore, dai traumi cerebrali alla stimolazione dell'appetito nei malati di Aids. Insomma, marijuana per ogni esigenza. Fino a questo momento sono nove le Regioni italiane ad aver approvato specifiche leggi per l'utilizzo dei farmaci a base di cannabinoidi per la terapia del dolore e altre cure. Oltre alla Toscana, già ai nastri di partenza, ci sono il Veneto, la Liguria, le Marche, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia, l'Abruzzo, la Sicilia e l'Umbria.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il