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Coldiretti: etichetta a salumi, marmellate e ulteriori alimenti dopo pomodoro

Nuovo impegno da Coldiretti per etichetta per salumi e marmellate e non solo: la novità del decreto per i pomodori

Coldiretti: etichetta a salumi, marmella

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Nuovo obbligo di etichettatura per salumi e marmellate dopo quella per i pomodori: per tutelare i consumatori e valorizzare, allo stesso tempo, le produzioni italiane d’eccellenza, è importante rendere nota l'etichettatura dei diversi prodotti in vendita e dai salumi alle marmellate, ai pomodori, ai succhi di frutta, la necessità è sempre quella di sapere cosa portiamo in tavola, qualità e genuinità del prodotto in modo da non incorrere in danni alla salute. Ma non tutti i prodotti riportano l’etichetta e Coldiretti si sta particolarmente impegnando per l’etichettatura di diversi alimenti, dopo la recente novità riguardante i pomodori.

Etichetta da Coldiretti per salumi, marmellate e ulteriori alimenti

Stando a quanto riportano le ultime notizie, l'etichetta con origine e provenienza di un determinato alimento, con tutti i prodotti usati per la sua realizzazione e luoghi di provenienza è importante e necessaria per permettere ad ogni consumatore di effettuare una scelta consapevole del cibo che acquisteranno. Si tratta di un'esigenza anche per evitare rischi alla salute dei consumatori stessi, esattamente come accaduto con decreto per l’etichetta dei derivati del pomodoro, come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Una produzione presente anche nel nostro territorio, in particolare nell’area del Saviglianese.

Coldiretti: nuova etichettature per pomodoro

Dopo la firma sul decreto da parte del ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, e dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, è ufficialmente infatti entrato in vigore l’obbligo di etichettatura per tutti i derivati del pomodoro, etichetta che dovrà riportare dove viene coltivato e dove viene trasformato il pomodoro stesso.
Stando a quanto riportato da Coldiretti, il decreto prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia riportino obbligatoriamente in etichetta:

  1. Paese di coltivazione del pomodoro;
  2. nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
  3. Paese di trasformazione del pomodoro;
  4. nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato;
  5. le diciture Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue se le fasi appena riportate fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza.

Si tratta di importanti informazioni che potrebbero evitare di creare ai consumatori problemi anche e soprattutto di salute fisica: esiste, infatti, per la stessa Coldiretti una vera e proprio blacklist di cibi che sarebbero dannosi per la salute umana. E tra questi, stando alle ultime notizie rese note in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, rientrerebbero:

  1. peperoni turchi che contengono pesticidi oltre i limiti consentiti;
  2. pistacchi provenienti dall’Iran;
  3. fichi secchi provenienti dalla Turchia;
  4. pollo dai Paesi bassi, per contaminazioni microbiologiche;
  5. pesce proveniente dalla Spagna per metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio);
  6. arachidi dalla Cina per aflatossine oltre i limiti;
  7. nocciole dalla Turchia per aflatossine oltre i limiti;
  8. albicocche secche da Turchia per solfiti oltre i limiti;
  9. noce moscata da Indonesia per aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente.

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di Marianna Quatraro pubblicato il