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Termosifoni: risparmiare differenti sistemi riscaldamento, valvole termostatiche norme, date accedere

Ecco le regole 2017-2018 da seguire nell'accensione dei termosifoni. La lista delle città italiane. Valvole termostatiche preziose per risparmiare sul prezzo dell'energia.

Termosifoni: risparmiare differenti sist

Termosifoni e riscaldamento: quando si possono accendere



Quando si possono accedenre i termosifoni, in quali date ma sopratutto quali sono le regole e le rnoed a rispettere per le valcole termostatistiche e ancora come rispaarmiare davvero in modo efficace sul riscaldamento?

Non tutte le città italiane sono chiamate al rispetto della data del 15 ottobre come primo giorno di eventuale accensione dei termosifoni. Perché l'Italia è un Paese stretto e lungo e le variazioni climatiche sono notevoli. Il riscaldamento può rivelarsi già indispensabili nelle regioni più a nord, ma non in quelle più meridionali. E poi, attenzione alla durata. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia anche in questo caso a seconda delle sei zone climatiche in cui è suddivisa l'Italia. Per i comuni in fascia E, di cui vedremo nel paragrafo successivo tutti i dettagli, il massimo consentito è di 14 ore.

Termosifoni e riscaldamento: quando e per quanto tempo si possono accendere

Ecco allora il calendario del 2017-2018 delle sei zone climatiche in cui è divisa l'Italia, con tanto di indicazione delle province, delle città e della durata massima di accensione dei termosifoni:

  1. Zona A (Comuni di Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle) dal primo dicembre al 15 marzo, per 6 ore al giorno;
  2. Zona B (Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani) dal primo dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno;
  3. Zona C (province di Imperia, Latina, Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto) dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno;
  4. Zona climatica D (Genova, La Spezia, Savona, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo, Vibo Valentia) dal primo novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno;
  5. Zona E (province di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L'Aquila e Potenza) dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno;
  6. Zona F (province di Cuneo, Belluno e Trento) senza limiti di tempo né orario.

Come risparmiare sulla bolletta?

Il primo strumento per risparmiare sui costi finali è rappresentato proprio dalle valvole termostatiche. Queste apparecchiature aprono o chiudono la circolazione dell'acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi. Un preziosissimo supporto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l'impianto in funzione solo quando si è in casa. L'isolamento termico su pareti e finestre dell'edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata fatta prima del 2008, è facile che non rispetti le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con nuovi modelli che disperdono meno calore, il beneficio può essere doppio: si riducono i consumi di energia fino al 20 per cento e si può usufruire dei cosiddetti ecobonus, la detrazione fiscale del 65 per cento.

Ma ci sono anche suggerimenti "terra terra", subito applicabili. Mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Attenzione poi a non lasciare troppo a lungo le finestra aperte: per rinnovare l'aria in una stanza bastano pochi minuti, evitando inutili dispersioni di calore. Anche chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l'esterno. Un piccolo ma efficace stratagemma per ridurre le dispersioni di calore è l'installazione di pannelli riflettenti tra muro e termosifoni. Più in generale, riscaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura tra i 20 e i 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10 per cento sui consumi di combustibile. Mica poco.

Infine, se l'impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico o da una pompa di calore alimentata da impianto fotovoltaico. Per questi interventi si può usufruire degli ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici 65 per cento e del patrimonio edilizio del 55 per cento, in via di proroga per il 2018.

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di Luigi Mannini pubblicato il