BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Grano per la pasta: ricorso per etichetta Coldiretti e Aidepi. Salute a rischio

Scoppia una vera e propria battaglia intorno al grano per la pasta. Da una parte ci sono ministro delle Politiche Agricole e Coldiretti, dall'altra i grandi nomi dell'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane.

Grano per la pasta: ricorso per etichett

Grano per la pasta: Aidepi e Coldiretti



Il Ministro delle Politiche Agricole e Coldiretti e grandi nomi dell'Associazione che raggruppano i grandi nomi dell'imprenditoria italiana sono ai ferri corti. Il motivo? Il grano per la pasta.

Se non è un tutti contro tutti sulla materia della pasta e del grano, prodotti per cui siamo famosi in tutto il mondo, poco ci manca. Da una parte ci sono infatti i pastai italiani imbufaliti conto il governo che ha istituito l'obbligo di indicazione dell'origine per grano e pasta. Il ricorso al Tar è pronto, quello in sede europea è in via di preparazione. A spalleggiare il ministro delle Politiche Agricole che è stato uno strenuo sostenitore di questo passaggio formalizzato in un decreto c'è Coldiretti. L'associazione dei coltivatori diretti ha infatti iniziato il conto alla rovescia per l'entrata in vigore del provvedimento, calendarizzata il 28 febbraio del prossimo anno.

Perché è scoppiata la guerra del grano per la pasta

Per quale ragione l'Aidepi, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane si dice contrario a un provvedimento che mira a fare chiarezza nell'interesse dei consumatori? Semplice: l'impossibilità, argomentano, di produttore pasta solo con il grano italiano. Questo perché la qualità non è sempre di livello tale da potere garantire la proposizione di un prodotto di valore tale da soddisfare le alte esigenze dei consumatori. Più nel dettaglio, precisano ancora i pastai italiani,

  1. il 50% del grano italiano è di qualità media
  2. il 40% non basta per raggiungere la qualità di purezza della pasta
  3. il 10% è di qualità eccellente

Di conseguenza, se i pastai dovessero indicare nell'etichetta la presenza di grani importati dall'estero, il rischio è di veder calare le vendite. Eppure, ci tiene a far presente l'Aidepi, la materia prima acquistata fuori dai confini nazionali, negli Stati Uniti ad esempio, è di alta qualità e costa tanto ai pastai.

Ma per Coldiretti c'è poco da discutere perché questa norma tutela i consumatori nazionali. E anzi, stando a una consultazione online condotta dal Ministero delle Politiche Agricole, è la stragrande maggioranza degli italiani ad aver chiesto l'indicazione in etichetta dell'origine del grano utilizzato nella pasta.

Ci sono anche ragioni di salute

C'è un elemento in più che Coldiretti consegna al dibattito sull'opportunità di indicare la provenienza del grano nell'etichetta ed è quella dei pericoli della salute. Come spiega il sodalizio, è importante sapere se nella pasta acquistata sia presente canadese trattato in pre-raccolta con il glifosate (erbicida disseccante), accusato di essere cancerogeno e dunque proibito da queste parti. E come risponde alla contestazione dell'insufficienza di grano di qualità? Coldiretti ricorda come il nostro sia il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro destinato alla pasta. A suo dire, 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell'Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia, sono più che sufficienti perché rappresentano quasi il 40% della produzione nazionale.

La vicenda si lega alla sconfitta giudiziaria della stessa Aidepi che aveva puntato l'indice contro i risultati di un test eseguito da GranoSalus, il sodalizio che riunisce consumatori e produttori di grano duro del Mezzogiorno. Dall'analisi era emerso che otto marche di pasta industriale prodotta in Italia mostrerebbero livelli di contaminanti più alti rispetto a quella dei grani siciliani. Per i giudici essendo una questione di salute pubblica, la pubblicazione dei risultati è stata un'azione da non censurare, anche perché non sarebbero stati superati i confini della continenza espositiva. Ma la battaglia del grano per la pasta continua a essere combattuta.

Ti è piaciuto questo articolo?










Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il