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Latte, formaggi e derivati: etichetta obbligatoria made in Italy. Cosa si legge e perchè importante

Nuova etichettatura per latte, formaggi e derivati: cosa cambia, cosa deve esserci riportato e novità per evitare problemi

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Al via l'obbligo di nuova etichettatura per latte, formaggi e derivati per indicare l'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti di allevamenti stranieri.

Nuova etichetta per latte, formaggi e derivati: come si legge

La nuova etichettatura per assicurare la derivazione italiana di latte, formaggi e derivati, stando a quanto stabilito, deve riportare l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari con relativo:

  1. paese di mungitura, nome del paese nel quale è stato munto il latte;
  2. paese di condizionamento, nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato;
  3. paese di trasformazione: nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato.

Se invece le operazioni indicate avvengono nei territori di più paesi membri dell’Unione europea, per indicarne il luogo bisogna usare le seguenti diciture:

  1. miscela di latte di Paesi Ue per l’operazione di mungitura;
  2. latte condizionato in Paesi Ue per l’operazione di condizionamento;
  3. latte trasformato in Paesi Ue per l’operazione di trasformazione.

Se, infine, le operazioni avvengono nel territorio di più paesi situati al di fuori dell’Unione europea, per indicarne il luogo bisogna usare le seguenti diciture:

  1. miscela di latte di Paesi non Ue per l’operazione di mungitura;
  2. latte condizionato in Paesi non Ue per l’operazione di condizionamento;
  3. latte trasformato in Paesi non Ue per l’operazione di trasformazione.

Per quanto riguarda invece la situazione di formaggi e yogurt, il provvedimento prevede che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte con il sistema di etichettatura precedente anche per tenere conto della stagionatura. Le nuove etichette sono importanti per garantire tutele e sicurezza alimentare ai consumatori ma anche per rendere ben nota la provenienza stessa di materie e prime e prodotti senza rischi di incorrere in eventuali truffe alimentari ma soprattutto per tracciare la qualità dei prodotti stessi ed evitare di incorrere in contaminazioni come quelle che recentemente hanno interessato diversi prodotti in vendita nel nostro Paese.

Alimenti contaminati ed emergenza costante

Sono, infatti, diversi i casi finora registrati di alimenti contaminati da batteri scoperti in vendita nei supermercati e chiaramente ritirati e sequestrati. E stiamo parlando dei casi di:

  1. salame piccante prodotto dal Salumificio Del Nera, in provincia di Perugia (Sant'Anatolia di Narco, località Renare), con tracce di salmonella spp;
  2. uova contaminate dall’antiparassitario Fipronil, che in Italia ha fatto registrare casi a Milano, Roma, Viterbo, Acilia, Ancona e sono stati migliaia i sequestri di uova avvenuti;
  3. ricotta e taleggio risultati contaminati dal batterio Listeria monocytogenes;
  4. spinaci freschi ‘Buongiorno Freschezza’, prodotti dalla società agricola Ortoverde e distribuiti da Ortofin Srl, contaminati da mandragola, che può causare intossicazione, visto che contiene alcaloidi simili all’atropina;
  5. pancetta a cubetti a marchio Valtidone Industria Alimentare, prodotto dal Salumificio Pianellese Srl con tracce di salmonella, commercializzate in confezioni da 160 grammi (80×2) e 100 grammi (50×2).

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di Marianna Quatraro pubblicato il