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Tatuaggi: sostanza inchiostro nel sangue e linfonodi. Pericolo per la salute

Nuove ricerche gettano ombre sui pericoli per la salute dei tatuaggi per via delle componenti chimiche dell'inchiostro, in particolare il biossido di titanio.

Tatuaggi: sostanza inchiostro nel sangue

I tatuaggi sono pericolosi? Proseguono le analisi



I tatuaggi possono far male alle salute, con quali rischi e perchè possono fare male....sono queste le domande con cui abbiamo iniziato l'articolo e abbiamo cercato di dare delle risposte in base alle ricerche e studi  anche nell'ultimo periodo realizzati

Possono far male i tatuaggi per la salute? E quali rischi ci sono nel farli? Quali pericoli si corre? Non c'è e probabilmente non ci sarà mai una risposta definitiva poiché ciascuna parte tira abilmente acqua nel proprio mulino. Ma poi resta anche da capire: cambiano i rischi per la salute nel caso di un piccolo tatuaggio, come la scrittura del nome dei propri figlio o della dolce metà o anche la data di un momento importante per la vita, rispetto all'incisione di un intero arto? E che differenza di impatto c'è tra un tatuaggio colorato e uno senza colore? Una nuova ricerca getta ombre su quella che per molti è diventata una vera e propria moda: i tatuaggi sarebbero pericolosi per la salute perché le sostanze contenute nell'inchiostro finiscono dritte dritte nel sangue fino a raggiungere i linfonodi.

Tatuaggi al microscopio: scoperti i rischi per la salute

Ci sono allora una buona e una cattiva notizia. Quella cattiva è appunto il collegamento diretto che l'Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi e il Sincrotrone europeo di Grenoble hanno individuato tra le particelle rilasciate dagli inchiostri utilizzati per i tatuaggi e il rigonfiamento cronico dei linfonodi. Per Ines Schreiver, la studiosa che ha coordinato i lavori, i cui risultati sono finiti sulla rivista Scientific Reports, il rischio c'è e non bisogna negarlo. Rischio appunto, non certezza di conseguenze pericolose per la salute. Le affermazioni degli autori dello studio lasciano poco spazio all'interpretazione. Si dicono certi che i pigmenti viaggiano dai tatuaggi ai linfonodi per via delle prove visive. Diventano colorati con il colore del tatuaggio. È la risposta del corpo per pulire il sito di ingresso del tatuaggio. Quello che non sapevano è che migrano in una forma nano. Significa che non possono avere lo stesso comportamento delle particelle a livello micro. È questo il problema: non sanno come reagiscono le nanoparticelle.

Di positivo c'è appunto che non è necessario fare di tutta l'erba un fascio: chi si rivolge a centri che utilizzano aghi sterili e che controllano con attenzione la composizione chimica dei colori, non corre rischi. O comunque li porta vicini allo zero. Perché un conto è la presenza di pigmenti organici ngli inchiostri usati nei tatuaggi, un altro è quella di biossido di titanio, cobalto, cromo, manganese e nichel. Tanto per essere chiari, oltre al nero carbon black, il secondo ingrediente più comune utilizzato negli inchiostri per tatuaggi è il biossido di titanio, pigmento bianco applicato per creare alcune tonalità, mescolato con coloranti. Si trova negli additivi alimentari, negli schermi solari e nelle vernici.

I tatuaggi sono pericolosi? Proseguono le analisi

Questo studio si aggiungere ai tanti esistenti e ai numerosi che seguiranno. L'obiettivo è infatti quello di trovare ulteriori evidenze (o smentite) di questo rapporto. Stando a quanto reso noto, gli scienziati hanno anche usato un’altra tecnica per valutare i cambiamenti biomolecolari nei tessuti in prossimità delle particelle del tatuaggio e complessivamente riportano forti evidenze sia per la migrazione che per la deposizione a lungo termine di elementi tossici e pigmenti di tatuaggio, nonché per le alterazioni conformazionali delle biomolecole che talvolta sono legate all'infiammazione cutanea e ad altre problematiche sul tatuaggio. A ogni modo, nel caso di reazione allergica, infezione o un altro problema della pelle, potrebbe essere necessario ricorrere a una terapia se non alla rimozione del tatuaggio.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il