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Pensioni per i giovani di oggi: le previsioni indicano poco più del 50% ultimo stipendio

Anni futuri difficili per i giovani di oggi. La situazione pensioni



Anni futuri difficili per i pensionati: secondo il Rapporto sullo stato sociale 2010 realizzato dal Dipartimento di Economia pubblica dell'Università La Sapienza di Roma, quelli verso cui si sta andando saranno anni difficili. Nel 2035, infatti, un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato che andrà in pensione con 65 anni di età e 35 anni di contributi riceverà appena il 58% dell'ultimo stipendio.

Attualmente, invece, il tasso di sostituzione (quanto vale, in percentuale, la pensione rispetto all'ultimo stipendio) è pari al 70/80% e peggio andrà ai lavoratori parasubordinati con identici requisiti: la loro pensione coprirà circa il 43% dell'ultimo stipendio percepito. “La progressiva riduzione dei tassi di sostituzione può essere compensata aumentando l'età di pensionamento che, peraltro, è una tendenza già spontaneamente in atto e ha l'effetto di accrescere gli attivi e di ridurre i pensionati.

Non è detto, però, che tale andamento porti un beneficio alle capacità di crescita economica. Imporre l'aumento dell'età lavorativa fa infatti aumentare il numero potenziale degli attivi, ma non implica la capacità del sistema produttivo di occuparli. “Non oggi, non domani mattina, ma qualcosa sulle pensioni bisogna pur fare. L'equilibrio che abbiamo adesso può durare 10 anni ma poi si romperà. E' meglio pensarci adesso. La logica del 'non conviene intervenire' non è sempre la logica giusta”.

Questo il pensiero espresso dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui “Tremonti ha ragione a dire che per il momento non serve una riforma e che in Italia non abbiamo la stessa urgenza di altri Paesi europei. Ma questo equilibrio può durare 10 anni, poi è destinato a rompersi. In questo momento le giovani generazioni stanno pagando la gran parte di questa situazione, quando saranno padri scopriranno che hanno pagato molto per le generazioni precedenti e poco per se stessi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il