


Sono oltre 5 mila in un solo mese le richieste presentate alle banche italiane per la sospensione del mutuo dall'avvio del Piano Famiglie. L’accordo fra Abi e associazioni dei consumatori dal primo febbraio scorso è permessa a chi ha subito un evento sfavorevole come la perdita del lavoro o la cassa integrazione la sospensione delle rate per un periodo fino a 12 mesi.
Un'iniziativa, nata sulla scia della moratoria sui prestiti per le piccole e medie imprese, che finora ha ricevuto l'adesione di 280 banche italiane. L'Abi stimava un bacino potenziale di interessati compreso fra le 90mila e le 135mila famiglie a seconda delle diverse limitazioni applicate dalle banche aderenti.
L'accordo di base prevede un tetto al reddito (40mila euro) e all'importo finanziato (150mila euro) che però molti istituti di credito hanno migliorato.
Qualche istituto di credito ha esteso la sospensione anche al ‘popolo delle partite Iva’ e tutte le banche si dichiarano più o meno disposte a esaminare casi singoli in cui il cliente si dimostri in difficoltà, indipendentemente dai casi contemplati dal piano Abi-consumatori. Il termine per aderire al Piano Famiglie è il 31 gennaio 2011.
Autore:
Marianna Quatraro