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Nuove Province in arrivo: ben 21 città. Ma ci costano 14 milioni tra tanti sprechi

Sono sette le province nate negli ultimi anni e nuove richieste per altre 21. Cosa si farà?



Sono sette le province nate negli ultimi anni, costano allo Stato 14 miliardi di euro l'anno, danno lavoro a 61 mila persona e celano interessi di finanziamenti e poltrone, necessariamente da moltiplicare, con nuove funzioni e risorse in arrivo. E si sono richieste ancora in piedi per istituire nuove 21 province.

Si spazia dalla provincia di Sibartide-Pollino a quella del Canadese e delle Valli di Lanzo. Da Lanciano-Vasto-Ortona a Frentania (una provincia con quattro capoluoghi). Qualche tempo fa l'attuale ministro Gianfranco Rotondi ne ha presentate otto: Sulmona, Bassano del Grappa, Marsi, Sibartide-Pollino, Melfi, Aversa, Venezia Orientale e Avezzano. 

La grande attesa adesso è tutta per i decreti attuativi del federalismo fiscale, che delegherà agli enti intermedi tra Regioni e Comuni parecchie competenze, cui però dovranno corrispondere risorse adeguate. Gli enti gestiscono strade e immobili scolastici, promuovo i prodotti del territorio, garantiscono servizi che i cittadini non conoscono con fondi a disposizione che, a volte, vengono utilizzati in maniera non del tutto fruttuosa per comuni e province.

Un mese fa, l'opposizione alla giunta provinciale di Venezia ha denunciato i 9.240 euro spesi per il lampadario in vetro di Murano del Palazzo (sede dell'ente) di Cà Corner, che ora fa bella mostra tra il quarto e il quinto piano vicino la sala di rappresentanza. E questo è solo un piccolissimo esempio di spreco del denaro. Proprio per quanto riguarda la gestione delle Province, in tema di spese il virtuoso Nordest non ha nulla da invidiare alle giunte meridionali, tra sperperi di soldi, finanziamenti finiti in chissà quali progetti e uso personale di risorse.

E’ bene chiarire che le entrate tributarie incassate direttamente dalle Province ammontano a poco meno di 4 miliardi di euro (3 miliardi 748 milioni, a fine 2009), derivanti per lo più da Rc auto (1,5 miliardi), imposta di trascrizione (881 milioni) e addizionale energetica (682 milioni di euro).

Per coprire il fabbisogno però ne occorro-no altri otto, di miliardi, stando al più recente report sullo stato della burocrazia e delle finanze delle Province, predisposto dall'Upi. Servono per le funzioni topiche di questi enti, ovvero la viabilità (3 miliardi), la tutela ambientale (900 milioni), l'edilizia scolastica (1,6 miliardi), lo sviluppo economico (1,2 miliardi) e, insieme a questi soldi ben definiti, ne servono altri anche per tante altre cose. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il