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New Economy: la bolla scoppiò 10 anni fa, il 10 marzo 2000. Cosa è cambiato?

Dal 2000 al 2010 fra crisi e ripresa. Cosa è accaduto in questi 10 anni



Era il 10 marzo del 2000 quando il listino del Nasdaq tocca un massimo storico che non rivedrà più nel decennio successivo: 5.132 punti. In quel giorno la Borsa specializzata nei titoli tecnologici capitalizza il doppio rispetto a un anno prima e da allora inizia il suo tracollo.

Giù a capofitto, fino a un minimo di 1.114 punti nell'ottobre 2002 e da quel momento il recupero è stato modesto, con la chiusura di venerdì scorso (2.326) il Nasdaq non ha ripreso neppure la metà del terreno perduto in discesa. Il periodo che si chiude in quel marzo 2000 sono anni d’oro per l’America: era l’ottavo anno della presidenza Clinton, ha un bilancio pubblico in attivo e incassa i dividendi politico-economici di un primato mondiale che sembra inattaccabile, con una disoccupazione quasi inesistente, scesa al di sotto del 4%.

La Cina, invece, in quegli anni è solo un prezioso fornitore a basso costo e Al Qaeda è una sigla ancora quasi sconosciuta al grande mondo. Da allora è tutto cambiato: la crisi finanziaria che ancora trascina i suoi strascichi è nata e si è diffusa proprio da quell’America che sembrava inattaccabile, la Cina si sta imponendo come una delle ricchezze più forti del mondo e Al Qaeda regna sul trono del terrore mondiale.

Così, a un decennio dal crac della New Economy, il libro che coglie meglio il bilancio di quest'epoca lo ha appena scritto l'ex direttore del Fondo monetario internazionale, Kenneth Rogoff. È la ricostruzione di otto secoli di follie finanziarie che si intitola ‘This Time is Different’, questa volta è diverso.

Ciò che ha provocato l'inizio della fine, a partire dal 10 marzo di dieci anni fa, è stata una serie di concatenarsi di cause e il 10 marzo 2000 ha giocato solo come detonatore, insieme al progressivo giro di vite nella politica monetaria. Tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000 la Federal Reserve è costretta ad alzare i tassi d'interesse per ben sei volte, nel tentativo di tamponare gli eccessi di liquidità e la bolla speculativa creata dal denaro facile.

Ma presto le azioni di risanamento della banca centrale saranno vanificate da altre emergenze: con l'11 settembre 2001 l'America è sotto la duplice minaccia di un attacco terroristico senza precedenti, insieme con una recessione. La Fed deve tornare a pompare liquidità nel sistema, facilitando così la nascita di una nuova bolla (al posto del Nasdaq, subentra il mercato immobiliare).

La nuova Amministrazione Bush tenta di risanare la recessione con tagli d'imposte, che insieme alle guerre in Afghanistan e Iraq contribuiscono a creare deficit pubblici travolgenti. Oggi la situazione sembra in ripresa, ma le conseguenze sono state catastrofiche in tutto il mondo, portando persino nella ricchissima California un tasso di disoccupazione ancora più alto della media nazionale, un record storico al 12,5% della forza lavoro.

Studenti e docenti sono sul piede di guerra per i massicci tagli all'istruzione, a dimostrazione che quel sistema universitario che in passato fu il punto di forza dell'America nella gara con l'Asia è oggi in decadenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il