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Sms da cellulare aziendale: licenziato.

Uso improprio dei cellulari aziendali puniti dalla Cassazione



Cellulari aziendale, lusso di pochi, diventato ormai di molti ed arma a doppio taglio. Una nuova sentenza della Cassazione stabilisce, infatti, che l’uso improprio degli strumenti resi disponibili dalla azienda per la quale si lavora può causare il licenziamento.

La sentenza arriva la discussione del caso di un lavoratore che aveva mandato 50.000 sms. Il lavoratore, dipendente Telecom, aveva inviato i messaggi per assicurare al destinatario i vantaggi dell'autoricarica, contravvenendo dunque alle regole aziendali, perché la Sim Card che gli era stata data doveva essere destinata esclusivamente ad uso lavorativo e non consentiva in alcun modo un uso personale del telefono.

Così, considerato il danno causato all'azienda, stimato in 6.000 euro, la Corte di Cassazione ha considerato giusto emettere una sentenza che prevedesse il licenziamento, estesa poi a tutti coloro che faranno ‘abuso’ dei cellulari aziendali.

La Cassazione ha, inoltre, ammesso che non è il è danno economico a motivare la causa di licenziamento ma, questa volta, la perseveranza nel violare le regole. In altri casi analoghi la sanzione del licenziamento non era giunta a conclusione ma solo perché il numero dei messaggi inviati era arrivato al massimo a sfiorare i cento e non i 50.000.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il