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Nuovi passaporti con impronte digitali: come fare domanda, costi e tempi di attesa

Il nuovo passaporto è arrivato a Grosseto e Potenza e Milano. Presto nelle altre città italiane



E’ arrivato anche in Italia il nuovo passaporto biometrico, che ha permesso così al BelPaese di allinearsi al Regolamento europeo 2252/2004 che prevede l’obbligo di inserire nel documento le impronte del dito indice delle due mani. A fareda apripista Grosseto e Potenza e Milano ma presto seguiranno anche le altre città.

Questa la lista completa: Pescara, Frosinone, Verona, Grosseto, Potenza, Imperia, Vibo Valentia, Alessandria, Torino, Chieti, Bari, Taranto, Torino, Cuneo, Vercelli, Verbano - Cusio Ossola, Biella, Aosta, Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Ragusa.

L’adozione del nuovo passaporto in Italia segue il Regolamento europeo secondo cui tutti gli Stati membri devono inserire nel documento di viaggio le impronte del dito indice, della mano desta e di quella sinistra, e solo gli uffici di polizia, questure e commissariati, sono abilitati a rilevarle.

Da ricordare, inoltre, che insieme al modulo di richiesta del passaporto i cittadini dovranno sottoscrivere e consegnare anche un foglio su carta intestata, rilasciato in questura al momento poiché deve essere in originale, contenente una informativa di garanzia sul trattamento dei dati personali concordata con l'ufficio del Garante sulla riservatezza dei dati personali e con il Ministero degli Affari Esteri. Copia dell'informativa sarà rilasciata al cittadino.

La vera novità del nuovo passaporto sono le impronte digitali. L’obiettivo, secondo quanto riferito, è: “L’armonizzazione delle caratteristiche di sicurezza e l’inserimento di identificatori biometrici costituiscono una tappa importante verso l’utilizzo di nuovi elementi, in prospettiva di futuri sviluppi a livello europeo, atti a rendere più sicuro il documento di viaggio  e a creare un collegamento più affidabile tra il titolare e il passaporto e il documento di viaggio, in quanto contribuiscono in maniera significativa alla protezione contro l’uso fraudolento”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il