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Sicurezza informatica e aziende: attacchi pirati costano 6,3 mln al giorno. I più colpiti

Come lavorare a favore della sicurezza informatica La situazione



Sicurezza informatica che costa 6,3 milioni di dollari. Secondo il rapporto ‘Nel mirino, l'infrastruttura critica nel periodo della guerra informatica’, commissionato dalla McAfee al Csis (Center for Strategic and International Studies), di Washington, che ha posto in evidenza come il rischio sia in aumento e a farne le spese sono soprattutto le infrastrutture critiche, ossia i sistemi a rete che consentono la normale vita di un Paese, come il trasporto di persone e merci, reti idriche ed energetiche, telecomunicazioni e dati, sanitarie, economico-finanziarie, le reti di governo, quelle funzionali alla sicurezza nazionale e alla gestione delle emergenze.

"Lo sviluppo, la sicurezza e la stessa qualità della vita nei Paesi industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di installazioni che, per la loro importanza e strategicità, sono definite infrastrutture critiche".

Intervistati per il rapporto di McAfee, il 54% dei 600 dirigenti responsabili della sicurezza di aziende che, a livello mondiale, forniscono e gestiscono infrastrutture critiche di 14 Paesi, ha ammesso di aver già subito attacchi su larga scala o "infiltrazioni occulte" da parte di gang criminali o di terroristi.

E proprio sulla fragilità e protezione delle infrastrutture critiche, materia su cui da poco intervenuta una Direttiva Ue, il 29 marzo a Roma ci sarà un summit tecnico e scientifico, promosso dall'Aiic e dall'Enea.

L'indagine ha sottolineato che, nonostante l'elevazione delle barriere tecnologiche e l'adeguamento delle normative, il 37% degli intervistati ha ammesso che la vulnerabilità è aumentata negli ultimi dodici mesi e lo scenario che emerge dal report è allarmante: poca fiducia nel livello di preparazione (soprattutto in Arabia Saudita, India e Messico); percezione di un aumento dei rischi anche per i tagli alle risorse per la sicurezza imposti dalla recessione; e implicazione di istituzioni e Paesi stranieri negli attacchi (tra quelli più colpiti dalle minacce Usa e Cina).

In questo quadro, l'Italia non spicca certo per i livello di adozione delle misure di sicurezza per la protezione della infrastrutture critiche: mentre al primo posto nella corsa c'è la Cina (62%), seguita da Usa (53%) e Inghilterra (51%); nel gruppo di coda, dietro alla Germania, c'è il nostro Paese, seguito da Spagna e India (tutti sotto il 40%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il