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Tassa equo compenso Siae estesa a cellulari, notebook e netbook, videocamere. Prezzi saliranno

L'Equo compenso contro la pirateria online. Cosa cambia nei prezzi



Contro la pirateria informatica, l’Italia ha introdotto una tassazione per qualsiasi dispositivo di memoria che potrebbe contenere contenuti multimediali, soggetti ad autorizzazione Siae. A stabilirlo è stato il decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi che estende l’equo compenso, somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a compenso della copia privata, cioè per quella copia riservata ad uso personale di cd e film acquistati.

A causa dell’introduzione di questa nuova tassa, Altroconsumo ha stimato in 100 euro annui la spesa in più a famiglia e l’impatto sarà decisamente più alto per quanto riguarda poi cellulari, notebook e netbook e videocamere.

Secondo Andrea Arnaldi, Segretario Generale di Andec, se si considerano per il 2010 le stesse domande per le categorie interessate, il gettito sull'equo compenso passerebbe da 42 a 100 milioni di euro, basti pensare che solo i telefoni cellulari, fino a ieri esclusi dal provvedimento, porterebbero alla Siae oltre 22 milioni di euro. Ad essi si aggiungono i 10 milioni dei personal computer, i nove milioni degli hard disk esterni e un milione delle chiavette Usb.

Ciò, inoltre, su cui l’Andec punta l’attenzione è la possibilità che si possa registrare un ulteriore incremento dei prezzi per questi prodotti. I primi numeri parlano di un aumento di 36 centesimi per una chiavetta Usb da 4 giga, 50 centesimi per un Dvd riscrivibile, quasi 10 euro in più per i dischi rigidi da 15 giga per lettori Mp3 e addirittura 30 euro per un hardisk superiore ai 250 gigabyte. Ma il coro sull’applicazione dell’equo compenso è unanime sull’abolizione di una tassa decisamente ‘iniqua’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il