Assegnato l'appalto per il Ponte di Messina: sarà il Gruppo Impregilo a costruirlo

E' ufficiale: il gruppo Impregilo avrà l'onore e l'onere di posare la prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina.



E' ufficiale: il gruppo Impregilo avrà l'onore e l'onere di posare la prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina.

Il tanto atteso ''general contractor'' ha quindi un nome, reso noto ieri dall'amministratore delegato della Stretto Spa, Pietro Ciucci.

Alla scadenza del termine fissato per il 25 maggio, in lizza erano rimasti soltanto due cordate di imprese: la prima guidata da Astaldi, la seconda da Impregilo. Un terzo raggruppamento, capeggiato dall'azienda austriaca Sabag, si era ritirato alcuni mesi fa.

A Bruxelles, intanto, la Commissione Europea ha aperto poche settimane fa un fascicolo sulla gara per verificarne la correttezza. Nel frattempo l'Impregilo è stata sospesa dalle contrattazioni in Borsa.

Quello del Ponte sullo Stretto è l'appalto del secolo: 4,4 miliardi di euro (circa 8.500 miliardi di lire), la più ricca fra le gare bandite in Italia per la realizzazione di una singola opera.
Il Ponte dei record costerà in realtà 6 miliardi considerando sia il costo del progetto, sia l'inflazione, sia il costo del denaro per finanziare l'opera che dovrebbe essere pronta nel 2012 al termine di sei anni di lavori. Ma fra i primati va anche citata la campata centrale più lunga del mondo (3.300 metri contro i 1.991 metri del giapponese Akashi Bridge) quindi l'altezza delle quattro torri (382,60 metri contro i 297 metri dell'Akashi) sia il numero di fili d'acciaio (44.352) per ognuno dei quattro cavi di sospensione. Senza contare le sei corsie stradali, tre per ciascun senso di marcia e le due corsie stradali di servizio che si aggiungono ai due binari. Sul Ponte inoltre potranno passare fino ad un massimo di 6 mila auto all'ora e a 200 treni al giorno.

Adesso l'Impregilo, che sul proprio sito si presenta con una efficace frase di Paul Veléry ''De tous les actes, le plus complet est celui de construire'' (Di tutte le azioni, quella più completa è quella del costruire), si è aggiudicato tutto questo colossale impegno. Possiamo, dunque, aspettarci l'inizio dei lavori per l'anno prossimo e la conclusione per il 2012?
Per un'opera tanto grande, forse, sarebbe il caso di andarci con colossale cautela.
Come è noto, infatti, gli ambientalisti si sono opposti al Ponte paventando sia il rischio sismico, sia il degrado del territorio per un'opera i cui vantaggi economici rimangono controversi. Durissima è stata, infatti, l'immediata reazione degli ambientalisti all'annuncio della scelta del general contractor: ''Sarà un'opera inutile, nefasta e piena di contraddizioni. Per questo continueremo la nostra battaglia per impedirne la realizzazione'', ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente di Legambiente.
Certo, Berlusconi ha ribadito più volte che il Ponte sullo Stretto si farà. E' altrettanto noto che per Romano Prodi ''il Ponte non è una priorità'', e nel caso di vittoria dell'Unione alle elezioni politiche, il destino del Ponte appare quantomeno incerto.

Di fronte ad una situazione del genere Fulco Pratesi, presidente del Wwf, ha scritto una lettera alla Commissione Europea chiedendo l'apertura di una procedura d'infrazione contro la Repubblica Italiana ''per violazione dell'articolo 3 della Direttiva 93/9''. Secondo il Wwf, infatti, due cooperative collegate fra loro - la Cmc di Ravenna e il Ccc di Bologna - sono presenti l'una in una cordata l'altra in quella concorrente. Sulla carta ci sarebbe dunque il rischio di una distorsione della concorrenza. Un'ipotesi che per Bruxelles non è manifestamente infondata come conferma l'apertura, nelle scorese settimane, di un fascicolo per verificare la correttezza della gara.
Questo non vuole assolutamente dire che la Commissione darà necessariamente ragione al Wwf. Tuttavia questa mossa non deve esere sottovalutata, anche perché i fondi europei dovrebbero coprire almeno il 10% dei costi del Ponte.

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http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/index.jsp?IDNews=18843

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il