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Google chiude in Cina il motore di ricerca. Ma gli uffici e altre attività restano aperte

Google lascia la Cina. I motivi della decisione



Dopo mesi di querelle e diatribe Google annuncia la chiusura del suo motore di ricerca in Cina. Le decisione arriva a mettere un punto finale sulle polemiche che si sono succedute in queste settimane sulla censura e sulla pirateria contro gli indirizzi di posta gmail degli attivisti per i diritti umani. 

Secondo le notizie diffuse, Google chiuderà il motore di ricerca ma manterrà alcune attività di ricerca e di sviluppo, mantenendo pertanto aperti gli uffici pubblicitari, le attività di telefonia mobile e di browser e alcuni servizi web come Google Answers.

L’ultimatum, che imponeva la scelta di rimanere ma alle condizioni del governo cinese o lasciare il paese, era stato lanciato il 12 gennaio, dopo gli attacchi informatici che hanno colpito gli account di posta elettronica Gmail di alcuni attivisti di diritti umani cinesi. Allora, le potenzialità del mercato cinese avevano convinto la società a non prendere decisioni affrettate rischiando di compromettere il proprio business in quel paese.

 Così, oggi dopo l’annuncio della chiusura del motore di ricerca, prevista per il prossimo 10 aprile, il Times è intervenuto in merito sostenendo che questa decisione rappresenta ‘un passo indietro rispetto alla minaccia di chiudere e abbandonare gli uffici piuttosto che cedere alle pressioni del governo cinese’.

Pur non avendo ancora ricevute conferme certe dai rappresentati di Google, la notizia dovrebbe essere attendibile, considerando che l'amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, aveva detto al settimana scorsa di attendere presto l'esito dai negoziati con le autorità cinesi sulla richiesta di eliminare la censura sul motore di ricerca web nel Paese asiatico. E forse le trattative non sono andate a buon fine.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il