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Servizi pubblica amministrazione su Internet: in Inghilterra ogni cittadino avrà una pagina web

La nuova proposta del ministro ministro Brown. In cosa consiste



Per sostenere e migliorare il rapporto fra cittadini e pubblica amministrazione in Inghilterra, il primo ministro Gordon Brown ha annunciato una novità quasi rivoluzionaria: la disponibilità di una pagina web personale per ciascun cittadino britannico.

Promettendo di fornire una banda larga super veloce alla popolazione entro il 2020, il primo ministro inglese avrebbe spiegato che “le aziende e il settore privato avranno accesso a una quantità maggiore di informazioni per poter offrire nuovi servizi ai clienti e ai cittadini, che saranno dotati di una pagina personale con cui tenere sotto controllo i contributi previdenziali e gli sgravi fiscali, gli appuntamenti per le prestazioni mediche, avere un rapporto diretto con i professori dei propri figli e richiedere documenti come passaporto o la nuova patente”.

Così, come sta accadendo anche in Italia, dove il ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha già annunciato e attivato diversi servizi telematici volti a favorire i rapporti tra cittadini e Pa, anche l’Inghilterra inizia a vivere la propria politica in rete e il settore amministrativo ne è solo il punto di partenza.

La creazione di una pagina web personale per ogni cittadino è solo il primo passo di un processo che, secondo Brown, dovrà portare, entro dieci anni, all’eliminazione totale degli gli uffici di collocamento, quelli esattoriali, gli uffici della motorizzazione e quelli che rilasciano i passaporti, perchè tutto sarà fatto via Internet, consentendo "un risparmio di milioni di sterline ogni anno".

La proposta che sembra essere del tutto positiva si in termini di risparmio che perché offre la possibilità di evitare di fare infinite code nei diversi uffici, non ha mancato di suscitare, però, qualche polemica, soprattutto fra i sindacati. Motivo del malcontento sarebbe la prevedibile perdita dei posti di lavoro nel pubblico impiego, mentre alcuni ritengono che il governo non saprà, invece, gestire i dati personali con sufficienti garanzie di sicurezza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il