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Ridurre mutuo o estinzione totale o parziale:quando conviene?Attenzione alle penali dei variabili

Estinguere il mutuo o continuare a pagare le rate? I consigli



Continuare a pagare le rate ai tassi di oggi, che hanno raggiunto i minimi storici per i prestiti variabili, che risultato tra l’altro essere la forma di tasso preferito al momento, o estinguere del tutto il debito: questo è il bel dilemma di fronte a cui si trovano oggi tante famiglie che hanno a disposizione liquidità e che magari vorrebbero saldare una parte o interamente il mutuo stipulato.

Fornire una risposta sicura o un consiglio certo in merito alla questione risulta essere improbabile, ma c’è da considerare alcune cose che potrebbero fornire una sorta di linea guida per chi dovesse procedere ad una decisione.

Estinguere un mutuo significa investire la somma necessaria all’estinzione a un tasso uguale a quello netto del mutuo e ciò significa che se si investe la liquidità disponibile a un tasso superiore l'estinzione non conviene. E’, dunque, necessario considerare la tipologia di mutuo che si è contratti.

Con un mutuo a tasso fisso conviene quasi sempre eliminare il debito e non risulta conveniente solo quando si ottiene una percentuale tra il 4,2 e il 5,5% netto dall’investimento della liquidità. Il discorso cambia totalmente se si sta pagando un tasso variabile e in questo caso bastano rendimenti netti inferiori al 2% per decidere di chiudere il mutuo. Ma c'è da fare attenzione in questo caso alle penali che ciascun mutuo pone.

Ma l'estinzione del finanziamento può anche essere solo parziale e in questo caso la riduzione della rata è direttamente proporzionale alla percentuale di estinzione. Al momento dell’estinzione del debito, c’è da considerare che è vero che le tasse dei primi anni sono più basse e che quindi più in la sarebbe conveniente pagare tutto, ma bisogna anche considerare che se si dispone della liquidità e la si investe nel tempo si ottengono più interessi.

Ciò che, però, sembra incidere notevolmente sulla decisione di chi decide di fare questa scelta è il fattore psicologico: liberarsi di una somma da pagare per anni e che si sa di dover necessariamente pagare a scadenze fisse è un pensiero che entusiasma molti.

Per le spese legate all'estinzione del mutuo ricordiamo che per i finanziamenti stipulati dal 2 febbraio 2007 (la data del decreto Bersani sui mutui) non ci sono più penali, mentre per i prestiti stipulati in precedenza le norme distinguono tra tassi fissi (penale massima 1,9%) e variabili (massimo 0,5%).

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il