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Pc, Tv e cellulari: la visione in contemporanea avviene sempre più spesso a casa e in ufficio

Lavorare usando Internet o vedendo la tv: la nuova consuetudine del multitasking



La società di ricerca Nielsen, attraberso una ricerca 'Three screen report', ha evidenziato come ultimamente il servizio multitasking stia prendendo piede in maniera sempre più crescente.

Così chi era abituato a vedere la tv solo comodamente dal proprio divano di casa, oggi lo può fare anche in ufficio grazie ai nuovi dispositivi tecnologici come cellulari e tv di ultimissima generazione, che consentono una visione ovunque. Secondo i risultati della ricerca condotto sui cittadini statunitensi, sembra che il loro tempo medio di visione contemporanea (TV, smartphone e PC) è cresciuto del 35% nel giro di un anno, dalla fine del 2008 alla fine del 2009.

Durante gli ultimi tre mesi dello scorso anno, quasi il 60% degli intervistati ha dichiarato di praticare la visione simultanea almeno una volta ogni 30 giorni e, in particolare, c’è chi mentre chatta su Facebook, pubblica un post su un forum di discussione e guarda la partita dei Lakers allo stesso tempo e chi guarda la TV su Internet è un popolo in crescita del 16% rispetto al 2008, considerando che lo fa anche chi è sulla propria postazione di lavoro.

Ma del resto non c’è da stupirsi del fatto che queste nuove consuetudini stiano diventando pratiche quotidiane. E la colpa, o il merito, è dell’evoluzione tecnologica dei dispositivi che sono ormai diventati nostri fedeli compagni. Negli ultimi dieci anni, infatti, la convergenza tra telefonia mobile e internet ha trasformato uno strumento nato per comunicare in un vero e proprio accessorio irrinunciabile per la maggior parte, se non la totalità delle persone. 

Secondo gli ultimi dati diffusi, a gennaio gli italiani che hanno navigato su internet dal cellulare sono stati poco meno di 10 milioni con una crescita del 69% rispetto allo stesso mese del 2009 e, se rapportato a quanto avviene negli altri paesi europei, in questo settore l'Italia si pone con una percentuale del 22,2 % poco sotto la media dei 5 principali Paesi: Gran Bretagna 30,83%; Francia 21,73%; Italia 20,67%; Spagna 19,86%; Germania 17,43% .

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il