BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Aste al ribasso online sequestrate e chiuse dalla Guardia di Finanza. Sono illegali

Sequestrati popolari siti di aste online al ribasso. Le accuse. I casi



Associazione fraudolenta ed esercizio abusivo di attività gioco e scommessa: con queste accuse la Procura della Repubblica di Milano ha contestato a popolari siti di aste al ribasso online di aver truffato milioni di giocatori.

La guardia di finanza di Milano ha, infatti, effettuato 20 perquisizioni nel capoluogo lombardo e in altre città italiane (Varese, Lecco, Firenze, Arezzo, Prato e Cagliari) e ha sequestrato sei siti Internet che gestivano le aste al ribasso online. Il procedimento di illegalità non è legato tanto all’asta in sé, quanto alle modifiche apportate alla gestione delle aste online.

Chi partecipa ad un’asta tradizionale, che sia al ribasso o al rialzo, si aggiudica il bene bandito per l’offerta migliore fatta, ma nella dinamica di svolgimento esistono limiti stabiliti entro cui muoversi per aggiudicarsi il bene, il tutto gestito dalla volontà dell’acquirente.

L’asta al ribasso online hanno, invece, modificato questo procedimento con tre novità, a partire dal fatto che il valore dell'offerta più bassa non è notao ai partecipanti all'asta, costretti a rilanciare, ma, come si suol dire ‘alla cieca’. Per ottenere il bene bandito non basta formulare l'offerta più bassa ma è necessario che nessun altro abbia fatto un’offerta uguale. Infine, i gestori dei siti, accusati dei reati, ‘aiutano’ l'utente nell'indovinare qual è l’offerta vincente, fornendo, dietro pagamento di un importo, la vincita finale.

La truffa, per alcuni dei siti sequestrati, consiste anche nel fatto che alcuni utenti della rete hanno giocato e vinto l'asta senza poi vedersi recapitare il premio. Questo sistema di gestione delle aste, rientrate ormai a pieno titolo nel gruppo dei giochi d’azzardo, ha sballato il sistema legale del gioco stesso, portando così ai reati di cui accusati. Mentre i gestori delle case d’aste si dovranno impegnare a restituite il denaro investito ai ‘giocatori’.

 
Autore:

Marianna Quatraro

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il