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Google in Russia e censura possibile. E perchè in Cina è solo?

Dopo la Cina, Google affronta il problema censura anche in Russia. La situazione



Google lascia la Cina, il suo successo continua a crescere ma ora anche la Russia si prepara al contrattacco di BigG e pensa ad un nuovo progetto online per ‘facilitare l'accesso a informazioni corrette’ e filtrare i siti web con contenuti vietati.

Sembra che l’iniziativa di questa nuova idea sia stata di Vladislav Surkov, il primo consigliere dell'amministrazione Medvedev e uno dei più forti sostenitori del movimento giovanile Nashi che difende l'operato del governo dagli attacchi dell'opposizione.

Alla realizzazione del nuovo motore di ricerca, secondo l’RBK Daily, parteciperanno Rostelecom, operatore TLC russo controllato dallo Stato, ABBYY, una delle principali case produttrici di software del paese, e Ashmanov and Partners, società di consulenza IT. Secondo i dati diffusi, in Russia Google copre il 21,9% del traffico dei motori di ricerca del paese, preceduto solo da Yandex, che controlla il 62,8%.

Ma il motore di ricerca americano sta crescendo al ritmo del 6% l'anno e la Russia si sta confermando uno dei mercati più interessanti per la società di Mountain View. Quale potrebbe, dunque, essere la conseguenza della nascita del nuovo motore di ricerca ‘di controllo’ voluto dai russi?

Se il motivo dell’aspra querelle con la Cina è stata la censura che si voleva imporre ai contenuti del motore di BigG e la necessità di controllarne informazioni e notizie in modo da evitare che argomenti ‘scomodi’ potessero entrare a conoscenza di tutti, allora forse sembra profilarsi all’orizzonte una nuova ‘battaglia’ con la Russia per la protezione della propria libertà di informazione e diffusione di notizie e contenuti. E chissà se questa volta Google cederà o accetterà compromessi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il