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Rating Italia a livello economico può crescere secondo Moody's. Riforma fisco la priorità

Analisi della struttura economica italiana secondo Moody's



Confrontando la situazione economica italiana con quella di altri Paesi europei, il quadro che ne emerge non è poi dei più disastrosi. Eppure non basta aver resistito alla terribile crisi finanziaria che si è abbattuta sul mondo intero per virare di nuovo verso una florida crescita.

Serve “Un'inversione decisa e duratura della dinamica di crescita esponenziale del debito pubblico e dei relativi costi di finanziamento pur in uno scenario di bassa crescita economica che dovrebbe prevalere per un pò”. Si esprime in questi termini Moody's in un rapporto sull'andamento del debito pubblico italiano considerato rispetto ad altri paesi europei.

Secondo l'agenzia di rating i parametri di finanza pubblica italiani, come quelli di altri paesi, ‘sono finiti sotto pressione a causa della crisi finanziaria globale. Il questo scenario il rapporto debito-pil é previsto in ascesa di 14,3 punti percentuali, dal 103,5% al 117,8%, nei cinque anni compresi tra il 2007 e il 2011, meglio, però, dell'esplosione prevista per Irlanda (+71,1 punti), Grecia (39,9 punti), Spagna (37,8 punti) e Portogallo (+27,5 punti)’.

Ciò che ne emerge è che, nonostante la crisi, l’Italia è riuscita a mantenere un sostanziale equilibrio tra debito e Pil. Ora ciò che è importante è che l’Italia riesca a rimettersi in carreggiata, colmando il debito, conquistando ulteriori risparmi e incrementi. Il rating, ricordiamo, è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro rischiosità.

In questo caso, si definiscono i rating di merito creditizio da non confondersi con i rating etici che, invece, misurano la qualità della governance o in generale della sostenibilità sociale ed ambientale di un emittente. Secondo Moody’s, il punto debole del bilancio pubblico italiano è l’andamento del fisco.

Durante la crisi, infatti, il governo italiano non è stato in grado di finanziare un volume considerevole di debito senza che ne risultasse un forte aumento del costo del finanziamento, “per questo, spiega Moody’s, ci sono buone possibilità che i parametri di accesso ai finanziamenti resteranno sostenibili per l'Italia anche in uno scenario di bassa crescita” ed è da qui che bisogna ricominciare. E il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si dice pronto a sostenere le riforme strutturali necessarie, a partire da quella primaria del fisco. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il