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Ddl lavoro:Napolitano non firma.L'arbitrato e licenziamenti non convincono nella riforma del Governo

Napolitano dice no all’arbitrato e rimanda il testo del Ddl lavoro alle Camere.



Napolitano dice no all’arbitrato: il presidente della Repubblica non firma il ddl del governo sul lavoro e rimanda il testo alle Camere, esprimendo perplessità sulla norma che prevede l'estensione dell'arbitrato nei rapporti di lavoro.

Oggetto del contendere tra presidente e norma del governo sarebbe il ddl 1167-B, quello che introduce la possibilità preventiva di ricorrere all'arbitro, invece che al giudice, in caso di controversie di lavoro. Nel testo approvato definitivamente dal Senato la scorsa settimana figura una norma che potrebbe completamente stravolgere il diritto del lavoro.

E' scritto, infatti, che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente potranno essere risolte anche da un arbitro che potrebbe sostituire il giudice. Due, quindi, potrebbero essere le possibilità per la risoluzione delle controversie, e cioè o quella giudiziale o quella arbitrale.

Ciò che principalmente cambia è che già al momento della firma del contratto di assunzione, al lavoratore potrebbe essere proposto che in caso di contrasto futuro con l'azienda le parti si affidino ad un arbitro piuttosto che ad un giudice, giacchè la scelta di affidare la risoluzione della controversia ad un collegio arbitrale può essere fatta dalle parti direttamente alla redazione del contratto con l'inserimento di una apposita clausola compromissoria o con la sottoscrizione di un apposito accordo (compromesso arbitrale).

Ma Napolitano dice no. “Il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni, gli articoli 31 e 20, che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale”, si legge in una nota.

Soddisfazione dal PD, Guglielmo Epifani, Cgil, considera la misura “uno strumento che aggira le tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”, mentre il ministro Maroni commenta: “Napolitano ha sempre mostrato una grande attenzione alla eterogeneità delle norme e alle coperture finanziarie, è nel suo potere rimandare alle Camere, non ho nulla da obiettare”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il