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Manager e Pmi:nel 2009-2010 i dirigenti hanno trovato lavoro spesso consulenti nelle piccole imprese

Manager in azienda: nuovi ruoli e nuovi assetti. Cosa è cambiato



Molte delle imprese italiane sono fondate sul modello della conduzione familiare, dalle grandi alle più piccole, e questo ha prodotto come effetto nel quadro imprenditoriale italiano l’assenza della figura di un manager che sia capo dell’azienda stessa.

Questa la tendenza generale. Ma negli ultimi tempi qualcosa sembra cambiato: sarà stata la grande crisi che ha portato alla necessità di una figura ‘guida’ ai vertici, sarà stata la necessità di una gestione più settorializzata e strutturata in maniera ordinata, fatto sta che a fine 2009, le aziende del settore privato che hanno avuto dirigenti sono state 27.000 circa (17.000 nell'industria, le altre nel terziario) per un totale di 125.000 dirigenti attivi e per 3.500 aziende di grande dimensione (250 e più dipendenti), 22.500 di media dimensione e 200.000 di piccola dimensione (da 10 a 49 dipendenti).

Sempre nel 2009, tra le aziende che hanno assunto o nominato dirigenti, sono aumentate proprio quelle che prima non ne avevano e quindi hanno assunto il primo dirigente. La percentuale di queste aziende è passata dal 42% del 2007 al 40% del 2008 al 48% dei primi nove mesi del 2009, scelta operata per fronteggiare al meglio la crisi e aumentare la capacità di competizione.

Spesso si tratta di dirigenti che, usciti da grandi aziende, si ricollocano in piccole o medie imprese portando competenze, know how ed esperienze necessarie per il salto di qualità. Claudio Pasini, presidente di Manageriali, spiega però che si tratta di “un segnale positivo, ma ancora molto debole nella sua entità”. Ciò significa, tradotto in cifre, che la crescita delle Pmi che ricorrono a risorse manageriali è un buon segno, ma che c'è ancora tanto da fare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il