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Siti Internet a pagamento: gli abbonati sono poche decine negli Usa e in Gran Bretagna

Falliti i primi tentativi di giornali online a pagamento. Le previsioni



Delusione per tutti gli editori che avevano creduto che il sistema delle news online a pagamento avrebbe portato grandi risultati. Mentre pochi giorni fa è arrivato l’annuncio dell’ingresso del Times britannico nel nuovo mondo dei servizi di informazione web a pagamento, e la notizie del successo dell’edizione online del WallS Street Journal, dall’altro lato arrivano notizie poco confortanti sulla durata di questi eventuali successi.

In Usa e Gran Bretagna, infatti, non si parla di grandi risultati conquistati. Il gruppo editoriale The Johnston Press inInghilterra ha introdotto lo scorso novembre il paywall, ovvero i contenuti del sito a pagamento, sulle sue testate locali.

L’offerta a pagamento è di 5 sterline per tre mesi e, secondo l’editore, questa sarebbe l’unica strada possibile per i quotidiani locali (che da sempre incassano pochissimo dalla pubblicità online) di uscire dalla crisi della stampa cartacea.

Ma i risultati di queste strategie, secondo notizie diffuse dallo stesso gruppo editoriale, non sembrano esser stati per niente positivi e gli abbonati sono stati davvero pochissimi. Stesso discorso per lo statunitense Newsday, per cui gli abbonati iscritti alla testata online sono solo 35 in tre mesi, che hanno fatto guadagnare sui 9mila dollari, decisamente meno dei 50mila euro del Corriere della Sera sbarcato come applicazione iPhone su Corriere.it.

Decidere, dunque, di imporre un abbonamento online per tutti coloro che vorranno accedere alle notizie delle varie testate sembrerebbe una strategia un po’ rischiosa, che da una parte mira al raggiungimento di maggiori incassi, ma dall’altra rischia di non andare in porto, causando al contrario solo perdite.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il