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Disoccupazione e crisi 2009-2010: Pmi hanno licenziato dipendenti per il 60%

Le pmi tagliano il personale: le conseguenza della crisi finanziaria che si fa ancora sentire



Il 60% delle Pmi ha tagliato dipendenti: questo è il risultato della forte crisi economica che ha colpito il mondo intero e che si è fatta principalmente sentire in alcuni settori. L’ultima rilevazione dell’Osservatorio sulle Pmi della più popolosa provincia lombarda, curato da Altis (Alta scuola impresa e società dell’Università cattolica), ha intervistato 1.822 aziende dell’industria, del commercio e dei servizi, di cui il 75% con un massimo di nove dipendenti.

I risultati dicono che se per l’innovazione dei prodotti, la presenza sui mercati esteri e la tutela della forza lavoro più qualificata ci sono buone notizie, per quanto riguarda investimenti, rapporti con le banche e assunzioni e formazione del personale, la situazione è nera.

Ciò che porta ad una sensibile diminuzione dell’occupazione è la pesante sfida con un futuro di ripresa, che in molti ritengono sia difficile e lunga. Il 59% delle imprese ha ridotto i dipendenti, numero nettamente più elevato rispetto al 2008 quando la percentuale era solo dell’8%.

Tra le poche aziende che hanno assunto nuovo personale (il 17%), il 66% ha scelto contratti a tempo indeterminato, il 66% ritiene che il ritardo dei pagamenti sia il principale effetto della crisi, seguito da altri problemi come i prezzi più elevati delle materie prime e la difficoltà di ottenere crediti bancari. Cala anche il numero d’imprese che ha investito nella formazione del personale nel 2009 dal 34 al 24% rispetto all’anno precedente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il