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Tasse in Italia in aumento nel 2009-2010: crisi c'è ancora e redditi più bassi secondo Bankitalia

Torna a crollare la fiducia e l'ottimismo in una ripresa economica per quest'anno. La situazione



Crisi del settore occupazionale, calo di investimenti e spese, un ottimismo frenato dagli ultimi dati: è così che le conseguenze della crisi finanziaria globale si stanno ancora facendo sentire. Secondo gli ultimi dati diffusi da Bankitalia, nel 2009 la pressione fiscale è passata dal 42,9 al 43,2%, segno che in Italia la ripresa economica è ancora debole e che ‘sulle prospettive di crescita pesano la debolezza della domanda interna e la lenta ripresa dell'export’.

Cala il reddito delle famiglie di oltre due punti percentuali in termini reali nella media dello scorso anno, tanto che l'indebitamento delle stesse è salito quasi al 60% del reddito. Deboli i consumi: dopo la contrazione dell'1,8% registrata nel 2009, i segnali per i primi mesi del 2010 non mostrano miglioramenti.

E peggiora anche la situazione delle finanze pubbliche. Sempre Bankitalia comunica che “l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è salito nel 2009 al 5,3% del Pil, dal 2,7% del 2008, aumento riconducibile alla marcata crescita della spesa primaria e alla flessione delle entrate, anche se quest'ultima è stata meno pronunciata di quella del Pil nominale”. Va un po’ meglio per le attività produttive, da quelle manifatturiere a quelle industriali, ma non tanto da poter tirare un sospiro di sollievo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il