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Premi dipendenti pubblici per impiegati e dirigenti: quanto potrà valere di media sullo stipendio?

Come ripartire e assegnare i premi a dipendenti e manager. La riforma



Otto i miliardi di euro previsti in premi per dipendenti e dirigenti pubblici più virtuosi. Ma quanto i premi potranno realmente incidere sull’aumento medio di uno stipendio?

La nuova riforma Brunetta impone per i contratti dei dirigenti di legare al risultato almeno il 30% dello stipendio totale, mentre per i dipendenti la performance deve guidare almeno la metà dei premi. Per fare qualche esempio, un dirigente ministeriale che guadagna 81.400 euro la produttività mette in gioco 7.700 euro all'anno, destinati a raddoppiare per i migliori e ad azzerarsi per i peggiori.

Per i dipendenti, invece, i numeri risultano decisamente più contenuti. Ad essere interessate da questo provvedimento saranno regioni ed enti locali, dove lavora il 37% dei dipendenti pubblici italiani. In questi ambiti, il personale sarà diviso in fasce di merito che prevederanno premi diversi. Cesare Vaciago, city manager di Torino che coordina la commissione Anci per l'attuazione della riforma, spiega però che “Ci sono lacune e ambiguità da correggere, altrimenti si rischia di assecondare forzature che oggi vengono ammesse perché la riforma va di moda, ma poi moltiplicheranno le resistenze.

Pensiamo al premio di produttività, che non è pensionabile e negli enti ha dimensioni talmente ridotte da rendere spesso umoristiche le complesse operazioni per distribuirlo. Un premio così non serve a orientare il personale verso i valori della riforma”.

Ciò che, dunque, servirebbe promuovere i migliori con un aumento di stipendio, che significa progressione orizzontale e crescita per quanto concerne la vita lavorativa degli enti locali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il