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Stipendio minimo e reddito minimo garantito in Italia e in Europa: l'Unione Europea ci pensa

Introdurre il salario minimo nei Paesi dell'Ue



Per combattere la disoccupazione e garantire una condizione di sicurezza ai cittadini europei, Bruxelles studia la possibilità di introdurre uno stipendio minimo che sarà valido in tutti i Paesi dell’Ue. Questo salario minimo europeo si differenzierà in base al costo della vita nei diversi Stati.

Attualmente i 27 Paesi membri prevedono varie forme di salario minimo: l’importo massimo è costituito dai circa 1.600 euro mensili del Lussemburgo; 1.300-1.400 euro mensili fissati in Belgio, Olanda, Francia o Gran Bretagna, mentre i minimi emergono in alcuni Stati dell’Est, dove si scende a poche centinaia di euro mensili. L’Italia non gode del minimo salariale.

Nel BelPaese, infatti, si registrano solo poche iniziative di reddito minimo garantito a livello regionale o comunale. La proposta di salario minimo europeo è stata discussa preliminarmente il mese scorso nel Parlamento nazionale a Bruxelles, su proposta del partito socialiista.

L'obiettivo è quello di riequilibrare l'attività di un’Europa impegnata ad equilinrare il mercato economico-finanziario a vantaggio delle imprese e delle banche, ma in ritardo nelle politiche di coesione a favore del lavoro e del Welfare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il